Proposta Ue: nuova omologazione e limiti di emissione per motori di macchine mobili non stradali

[26 settembre 2014]

L’Ue propone norme armonizzate per l’omologazione dei motori destinati all’installazione su macchine mobili non stradali, al fine di garantire il funzionamento del mercato interno. E propone nuovi limiti di emissione non solo per rispecchiare i progressi tecnologici e per garantire la convergenza con le politiche dell’Unione nel settore dei trasporti su strada, ma anche per tutelare la salute umana e l’ambiente.

I vigenti limiti di emissione per i motori destinati all’installazione su macchine mobili non stradali sono stabiliti nella direttiva del 1997 la numero 68. Sebbene tale direttiva sia stata modificata più volte, numerosi riesami tecnici hanno concluso che la legislazione nella sua forma attuale presenta delle lacune: il campo di applicazione è eccessivamente limitato perché alcune categorie di motori sono escluse, le nuove fasi per le emissioni introdotte l’ultima volta nel 2004 non corrispondono più allo stato attuale della tecnologia, vi è inoltre uno squilibrio tra i limiti di emissione per determinate categorie di motori.

Quindi, in linea con la politica dell’Ue in materia di qualità dell’aria con la proposta di nuovo regolamento l’Ue cerca di ridurre progressivamente le emissioni dei nuovi motori che vengono immessi sul mercato, sostituendo in tal modo nel tempo i vecchi motori più inquinanti. La sostituzione potrà comportare una riduzione considerevole delle emissioni in generale, mentre la diminuzione secondo la categoria di motore varierà in funzione del grado di severità delle disposizioni specifiche attualmente vigenti.

Infatti, le macchine mobili non stradali – che comprendoni una vasta gamma di motori a combustione installati su macchine molto diverse (piccoli apparecchi portatili, macchine per le costruzioni e gruppi elettrogeni, ma anche automotrici, locomotive e navi della navigazione interna) –  contribuiscono in grande misura all’inquinamento atmosferico. Sono responsabili di circa il 15 % delle emissioni di ossido di azoto e del 5 % delle emissioni di particolato nell’Ue.

Il nuovo regolamento inoltre potrà alleggerire la pressione esercitata sugli Stati membri affinché adottino ulteriori provvedimenti normativi che potrebbero costituire una barriera per il mercato interno. E potrà contribuire alla promozione della competitività dell’industria europea perché semplifica la legislazione vigente in tema di omologazione, ne aumenta la trasparenza e alleggerisce gli oneri amministrativi.