Qualità dell’aria: l’Ue pronta ad accettare la modifica del protocollo di Göteborg

Entro il 2020, nell'Ue forte riduzione di 5 inquinanti

[18 luglio 2017]

Il Consiglio europeo ha adottato – con il voto contrario della Danimarca –  la decisione  dell’accettazione da parte dell’Unione europea di una modifica del protocollo di Göteborg del 1999 riguardante la riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici a livello mondiale.

La convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (Lrtap) è il principale quadro internazionale per combattere l’inquinamento atmosferico. 51 paesi della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece) hanno aderito alla convenzione, compresi tutti gli Stati membri dell’Ue.

Negli ultimi 30 anni 8 protocolli hanno esteso il campo di applicazione della convenzione per integrare norme di emissione più rigorose per gli inquinanti atmosferici; l’ottavo è stato il protocollo di Göteborg del 1999. L’Ue ha approvato il protocollo nel giugno 2003. Nel  2012, dopo lunghi negoziati avviati nel 2007, durante la 30esima sessione della Convenzione Lrtap è stato raggiunto un accordo sulla modifica del protocollo di Göteborg. Ad eccezione della revisione dell’allegato I, entrato in vigore il 5 giugno 2013, per tutte le altre disposizioni modificate è stata necessaria l’accettazione preliminare delle parti.

In una nota il Consiglio sottolinea che «Ora l’Ue è ora pronta ad accettare formalmente la modifica» che «rafforza le disposizioni previste nel testo originale del protocollo e nei relativi allegati, con l’obiettivo di migliorare a lungo termine la tutela della salute umana e dell’ambiente dall’inquinamento atmosferico transfrontaliero».

Siim Kiisler,  il ministro dell’ambiente dell’Estonia, che ha la presidenza di turno del Consiglio europeo, ha ricordato che «Ogni anno, 700 mila persone muoiono in Europa a causa dell’inquinamento atmosferico. Ciò ci riguarda tutti a prescindere dalle frontiere. Con il protocollo di Göteborg riveduto diminuiranno le emissioni di inquinanti atmosferici, migliorando l’aria che respiriamo ogni giorno. L’Ue è sulla buona strada grazie alla nostra nuova e ambiziosa direttiva relativa ai limiti nazionali di emissione. Oggi sono lieto del fatto che ribadiamo i nostri impegni internazionali».

Il Consiglio spiega che «La modifica stabilisce impegni nazionali di riduzione delle emissioni più rigorosi perquattro principali inquinanti atmosferici: zolfo (soprattutto anidride solforosa), ossidi di azoto, composti organici volatili (Voc) non metanici e ammoniaca. Tali limiti di emissione sono fissati per inquinante e per ogni paese e si applicano a decorrere dal 2020. Per la prima volta contemplato un quinto inquinante, il particolato fine. Il protocollo riveduto introduce anche per quest’ultimo precisi impegni di riduzione delle emissioni. La modifica compie un passo avanti includendo il nerofumo quale componente del particolato. Queste particelle di breve durata contribuiscono notevolmente al riscaldamento globale a causa della loro capacità di ritenere il calore, enorme rispetto a quello del biossido di carbonio. Inoltre il protocollo riveduto attualizza i valori limite di emissione (standard di emissioni) per diverse fonti di inquinamento atmosferico: sia fisse (ad es. fabbriche e impianti di trasformazione) che mobili (ad es. autoveicoli, macchine mobili non stradali e trattori agricoli e forestali). Sono introdotte nuove norme sul contenuto di composti organici volatili non metanici (Nmvoc) nei prodotti. La modifica completa inoltre gli obblighi di comunicazione delle parti riguardanti le emissioni di inquinanti atmosferici nonché i progressi compiuti nei settori della tecnologia e della ricerca».

Secondo il protocollo di Göteborg rivisto, entro il 2020 l’Ue dovrebbe ridurre le sue emissioni: anidride solforosa – 59%, ossidi di azoto – 42%, ammoniaca – 6%, composti organici volatili – 28% e particolato fine – 22%.

Attualmente, l’Ue  attuare il protocollo di Göteborg soprattutto utilizzando la direttiva sui limiti nazionali di emissione (Nec) e quella sugli impianti di combustione medi.

Il Consiglio europeo evidenzia che «La direttiva Nec riveduta, adottata nel 2016, è già stata allineata al protocollo modificato integrando le nuove norme internazionali nel diritto dell’Ue e adeguando gli impegni di riduzione delle emissioni per ciascuno Stato membro dal 2020 al 2029. Nella direttiva Nec riveduta l’Ue ha definito riduzioni più ambiziose a partire dal 2030. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’Ue sono i seguenti: anidride solforosa – 79%, ossidi di azoto – 63%, ammoniaca – 19%, composti organici volatili – 40% e particolato fine – 49%».

Il 20 dicembre 2013 la Commissione ha presentato una proposta di decisione del Consiglio per accettare la modifica quale parte del programma “Aria pulita per l’Europa”, ma i negoziati a livello di Ue erano stati sospesi in vista della revisione della direttiva Nec. Dopo l’adozione della direttiva l’8 dicembre 2016, il Consiglio ha raggiunto un accordo sulla decisione il 25 aprile 2017 e il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione nella plenaria del 5 luglio 2017. La nuova  decisione odierna entra in vigore immediatamente dopo l’adozione. Ora l’Ue deve depositare ufficialmente all’Onu lo strumento di accettazione della modifica e gli Stati membri devono ottenere l’approvazione definitiva della ratifica da parte dei parlamenti nazionali. La modifica entrerà in vigore il 90esimo giorno dopo la ratifica di due terzi delle parti.