Qualità dell’aria, via libera dal Consiglio regionale a nuovi indici di criticità

[6 aprile 2016]

smog Toscana

Il 2015 non è stato un buon anno per la qualità dell’aria toscana, come documentato dalle rilevazioni Arpat, e segnato da un dicembre terribile. Visti i poco incoraggianti risultati, comunque migliori di molte altre aree italiane, il governatore Rossi annunciò a gennaio «un approfondimento sulla normativa regionale per il contrasto allo smog e alle polveri sottili». Ieri, anche il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta per arrivare ad una più razionale valutazione degli indicatori di sforamento di Pm10.

Con 28 voti a favore e 4 astensioni dei consiglieri della Lega, il Consiglio ha dunque dato il suo via libera alla legge che integra e modifica la norma regionale 9/2010 (Norme per la tutela della qualità dell’aria ambiente), testo che fornisce una prima risposta a quanto contenuto nel protocollo d’intesa siglato lo scorso 30 dicembre tra ministero dell’Ambiente e Anci.

Nel dettaglio, spiegano dal Consiglio, la norma integra l’articolo 13 della legge regionale 9/10 e introduce il comma 3-ter secondo cui la Regione determina specifici indici di criticità, e le relative modalità di calcolo, per individuare situazioni a rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme. Viene inoltre riformulato il comma 1 dell’articolo 14 della legge 9/2010 prevedendo, in aggiunta al caso di mancata osservanza delle norme e del piano regionale per la qualità dell’aria già previsto, che la Regione eserciti i poteri sostitutivi nei confronti dei comuni che rimangano inerti o ritardino l’adozione dei Pac (Piani di azione comunale), o li adottino in difformità ai criteri e alle modalità stabiliti.

Si tratta di un provvedimento che ha incassato sostegni non solo da parte Pd ma anche dal Movimento 5 stelle e Sì Toscana, con i rispettivi capogruppo (Giacomo Giannarelli e Tommaso Fattori) che si sono espressi a favore, e non solo col voto. In particolare, Fattori ha auspicato una «visione generale sul tema su cui dovremmo iniziare a lavorare». La qualità dell’aria, infatti, non si migliora certamente cambiando “soltanto” il modo di misurarla. In tal senso, la spinta ai Piani d’azione comunale è sicuramente positiva, anche se molto rimane da fare.

Il piano per prevenire la Mal’aria in città, come ha ricordato Legambiente Toscana presentando l’omonimo rapporto a inizio anno, è noto e si articola in tre punti che richiedono di essere attuati in pieno: «1) cura del ferro nei trasporti pubblici locali, più reti ciclabili, più pedonalizzazioni nei nostri centri antichi; 2) riscaldamento domestico a più alto tasso d’innovazione (pompe di calore, caldaie a condensazione, etc.); 3) nelle attività industriali applicazione rigorosa del principio europeo del chi inquina paga, in vista di una progressiva riduzione dell’intensità emissiva delle nostre attività produttive».