Efficientare significa difendere l'ambiente e risparmiare

Riscaldamento, dall’Enea le regole per aumentare l’efficienza e risparmiare in bolletta

Il settore residenziale presenta consumi di energia e immissione di particolato in atmosfera maggiori di industria e trasporti

[20 ottobre 2016]

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Durante il recente Forum Energia, il Politecnico di Milano ha aggiornato i dati ma il concetto di fondo rimane sempre lo stesso: in Italia riscaldare (e raffrescare) case e uffici consuma più energia del settore dei trasporti o dell’industria, ed è responsabile di oltre il 50% delle emissioni di biossido di carbonio (CO2) e sino al 30% delle emissioni di particolato (PM). Efficientare il comparto residenziale è dunque al contempo un’occasione di risparmio economico per i cittadini quanto una necessità improrogabile per ridurre gli impatti ambientali italiani, migliorando al contempo – e sensibilmente – la qualità dell’aria che tutti respiriamo.

Per questo l’Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – in occasione dell’accensione dei termosifoni che è scattata dal 15 ottobre nei 4.300 comuni della zona climatica “E” (comprendente grandi città come Milano, Torino, Bologna e Venezia) ha pubblicato alcune semplici regole per la corretta manutenzione della caldaia ai fini della sicurezza, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta ed  evitare sprechi di energia o multe per non aver rispettato le previsioni di legge.

La regola numero uno riguarda corretta manutenzione degli impianti, fondamentale per la sicurezza, per consumare e inquinare meno e per evitare sanzioni di almeno 500 euro. La regola numero due è applicare le valvole termostatiche, apparecchiature che aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi; anche in questo caso, per chi non si adegua entro il 31 dicembre 2016, la legge prevede sanzioni.

Una terza regola, sottolineano dall’Enea, riguarda il controllo della temperatura e l’uso dei cronotermostati, dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa. Scaldare troppo la casa (le ore massime di accensione dell’impianto di riscaldamento, ricordiamo, anche in questo caso sono definite dalla legge in base alle fasce climatiche italiane) fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura di 20 – 22 gradi, ma 19° sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

È necessario poi tenere in debita considerazione i fattori di obsolescenza dell’impianto di riscaldamento: se l’impianto ha più di 15 anni, suggerisce l’Enea, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico.

Per venire incontro a queste esigenze, gli incentivi fiscali previsti dall’ecobonus per l’efficientamento energetico sono più che utili: ad esempio, per gli interventi sulle caldaie è possibile usufruire degli ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 55% per quella del patrimonio edilizio. Altri interventi soggetti a detrazione fiscale riguardano serramenti e infissi, pannelli solari, coibentazione e coperture, schermature solari e, da quest’anno, anche la building automation, vale a dire, l’insieme dei dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti termici.

Infine, una norma di buon senso: schermando le finestre la notte – chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti – si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno, mentre è opportuno evitare di apporre ostacoli davanti e sopra i termosifoni, in quanto mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi; altro ‘trucco’ semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore è quello di installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone.