Sabbie bituminose, in Canada record di inquinamento come a Pechino e Città del Messico

[28 ottobre 2013]

Secondo i risultati di uno studio di ricercatori delle università di California-Irvine e del Michigan, «Livelli di contaminanti superiori ad alcune delle città più inquinate del mondo sono stati trovati sottovento alla più grande area petrolifera e gasiera di trasformazione sabbie bituminose  del Canada, in una zona rurale dove gli uomini soffrono di tassi elevati di tumori legati a tali sostanze chimiche».

I risultati dello studio, pubblicato online su Atmospheric Environment , mostrano alti livelli di agenti cancerogeni, come 1,3-butadiene e benzene, e di altre sostanze inquinanti disperse nell’aria. I ricercatori hanno misurato anche i composti organici volatili (volatile organic compounds – Voc), composti chimici organici creati da alcuni processi industriali e il consumo di combustibili fossili. I Voc contribuiscono ai cambiamenti climatici e la formazione di smog e contengono anche cancerogeni come benzene e 1,3-butadiene.

L’università di California-Irvine sottolinea che «I ricercatori hanno ottenuto anche le cartelle cliniche che coprono più di un decennio che hanno dimostrato che il numero di uomini affetti da leucemia e linfoma non-Hodgkin è maggiore nelle comunità più vicine ai pennacchi di inquinamento che nelle contee vicine». Questo lavoro scientifico è la drammatica conferma del recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: l’inquinamento dell’aria è una delle principali cause di cancro.

Il cosiddetto “cuore industriale” del Canada, a nord-est del capoluogo dell’Alberta Edmonton, una zona di tre contee  nelle quali si producono petrolio,  prodotti chimici e vengono processate  le sabbie bituminose, è circondata in gran parte da terreni agricoli. Il solo complesso di Scotford della Shell comprende una raffineria ed un impianto che tratta 225 mila barili al giorno di bitume che viene estratto dalle sabbie bituminose del nord Alberta, poi diluito con sostanze chimiche e convogliato verso gli Usa. I ricercatori hanno analizzato e emissioni nella zona rurale di Fort Saskatchewan, sottovento alle principali raffinerie, ad industrie chimiche e ad impianti che processano le sabbie bituminose di proprietà di Bp, Dow, Shell e di altre company del “cuore industriale”. Hanno preso campioni per un minuto, a volte casuali, nel 2008, 2010 e 2012 e in 10 impianti. «Tutti hanno mostrato risultati simili – dicono – Le quantità di alcuni composti organici volatili pericolosi erano 6.000 volte superiore al normale».

Il team ha confrontato i pennacchi ed il fallout inquinante dell’Alberta con i dati di megalopoli fortemente inquinate e con grande sorpresa hanno visto che i livelli di alcune sostanze chimiche sono superiori a quelli di Città del Messico nel corso degli anni ’90, dell’inquinatissima area industriale Usa di Houston-Galveston ed addirittura dell’attuale avvelenamento da smog di Pechino. I test hanno dimostrato che sottovento le concentrazioni nell’aria di 1,3-butadiene erano 322 volte superiori  a quelle sopravento  e che quelle di benzene erano  51 volte maggiori.

Gli scienziati statunitensi confermano che gli inquinanti documentati sono sicuramente la causa dei tumori nei maschi della zona ed  hanno fortemente raccomandato che vengano diminuite le emissioni industriali per proteggere sia i lavoratori che i residenti nelle vicinanze.

La questione ha attirato l’attenzione dei media statunitensi perché la maggior parte del petrolio delle tar sands prodotto in Canada viene spedito negli Usa ed il governo dell’Alberta ha detto che lo studio fornisce un’immagine inesatta dell’inquinamento nel cuore industriale. Secondo Nikki Booth, portavoce dell’Alberta Environment and Sustainable Resource Development, l’ente regolatore della Provincia canadese, «Sulla base dei risultati del nostro monitoraggio, non vediamo alcuna evidenza che suggerisca che le persone nella regione del cuore industriale siano esposte ai livelli di sostanze chimiche indicate nel documento».

Ma Booth fa finta di non sapere che tre studi precedenti, dal 2009 in poi, hanno trovato agenti cancerogeni nei fiumi e nei laghi dell’Alberta, vicino a dove si estraggono le sabbie bituminose. L’ultimo studio si concentra su un sito dove vengono trattate le sabbie bituminose, insieme ad altri combustibili fossili.

La principale autrice dell’ultima ricerca, Isobel Simpson, un chimico dell’UC-Irvine, spiega che «Il nostro studio è stato progettato per verificare quali tipi  di concentrazioni potevano essere riscontrate a terra durante una visita casuale a varie strutture sottovento. Abbiamo visto livelli elevati di sostanze cancerogene e di altri gas nella stessa zona in cui abbiamo visto tumori in eccesso noti per essere causati da queste sostanze chimiche. Il nostro punto principale è che sarebbe bene abbassare in modo proattivo le emissioni di noti agenti cancerogeni. Si può studiare e studiare, ma ad un certo punto non resta che dire: “Andiamo a ridurlo”».

Il co-autore Stuart Batterman, che insegna scienze della salute ambientale all’università del Michigan, è d’accordo: «Questi livelli, che si trovano su una vasta area, sono chiaramente associati alle emissioni industriali. Sono anche la prova di grandi lacune normative nel monitorare e controllare tali emissioni e nella vigilanza della salute pubblica».

La Simpson fa parte deg Blake-Rowland Group  della UC-Irvine, che da decenni misura l’inquinamento atmosferico  in tutto il mondo e lei e Batterman hanno detto che «I risultati sono importanti per le altre zone residenziali sottovento alle raffinerie e alle fabbriche di prodotti chimici, comprese aree di Los Angeles. Per ogni comunità sottovento ad un’attività industriale pesante, vorremmo dire che è certamente prudente condurre indagini sia della qualità dell’aria, in particolare per le sostanze cancerogene, che per la salute umana. Da decenni sapevamo che l’esposizione agli inquinanti atmosferici esterni può causare malattie respiratorie e cardiovascolari. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ora anche formalmente riconosciuto che l’inquinamento dell’aria esterna è una causa ambientale di decessi per cancro».

Chi vive vicino all’area industriale dell’Alberta lotta da anni per portare all’attenzione dell’opinione pubblica canadese il problema dell’aria irrespirabile e le minacce per la salute, ora per sostenere le loro proteste hanno a disposizione  uno studio peer-reviewed che è uno dei pochi realizzati nella regione e che sottolinea che sono necessarie ulteriori indagini nei grandi e complessi impianti.

«Ad esempio – conclude la  Simpson – è apparso in alcuni casi, che le società non stanno segnalando tutte le tonnellate di prodotti chimici che rilasciano. Io ed i miei colleghi abbiamo documentato livelli elevati di 1,3-butadiene, che poteva venire solo da un impianto, ma la company non aveva segnalato tali emissioni. Non vogliamo che questo sia un altro studio, dopo uno studio, dopo uno studio con nessuna azione.  Qui ce n’è abbastanza da consigliare la riduzione dei cancerogeni in quest’area».