Dopo un dicembre soffocante l’Agenzia fornisce il quadro aggiornato della situazione

Smog e qualità dell’aria in Toscana, Arpat: «Netto peggioramento rispetto al 2014»

Nei primi giorni del 2016 già 14 nuovi sforamenti per il Pm10. Elevato anche il Pm2.5

[5 gennaio 2016]

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La pioggia non cancella il problema dello smog in Toscana: nelle 32 centraline della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria in Toscana attive per la misurazione del Pm10 nel mese di dicembre si sono registrati 303 superamenti del limite di 50 µg/m3; superamenti che in alcuni casi ci sono stati quasi tutti i giorni e che hanno interessato 24 centraline Il numero massimo di 35 superamenti annui del limite giornaliero per le Pm10, previsto dalla normativa, è stato superato in 5 stazioni, con un «netto peggioramento» rispetto al 2014 (quando lo sforamento fu di una sola stazione).

È questo lo sconsolante quadro della situazione fornito dall’Arpat sulla qualità dell’aria dopo un dicembre terribile per lo smog in Italia (e altrove ben più che in Toscana). Adesso le «mutate condizioni meteorologiche, con il ritorno della pioggia e del vento che favoriscono l’abbattimento delle polveri, sembrano assicurare una pausa alle punte di inquinamento atmosferico registrate nelle scorse settimane», ma la criticità dello smog rimane una costante, più che una passeggera emergenza. A dimostrarlo sono i dati relativi al Pm10 raccolti da inizio 2016: in neanche una settimana sono stati registrati già 14 sforamenti giornalieri.

E anche per quanto riguarda il Pm2.5 la situazione registrata non è affatto migliore, anzi «se possibile i dati rilevati sono ancora più significativi». Guardando i numeri raccolti dall’Arpat per il Pm2.5 (per il quale non esiste un limite giornaliero ma solamente un limite annuale di 25 µg/m3), in dieci centraline la media mensile di dicembre è stata superiore al limite annuale, e in quattro di queste per più del doppio. Nel corso del mese si sono registrati in alcune centraline anche valori pari a quattro volte il limite medio annuo. Un dato in allarmante controtendenza rispetto al recente passato, dato che  «almeno dal 2010 la media annua del Pm2,5 registrata in tutte le relative centraline era stata largamente sotto in limite di legge».

Stessa storia per questo inizio anno: «Nei primi due giorni del 2016 – osserva l’Arpat – i valori rilevati del Pm2,5 hanno continuato ad essere piuttosto elevati, per poi ridursi in relazione alle mutate condizioni meteorologiche».

Dunque, che fare? Interventi spot come il blocco del traffico, o di difficile monitoraggio come i target sui riscaldamenti privati, rimangono degli insufficienti tamponi. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, annuncia un approccio di più ampio respiro: «Mi sembra naturale un approfondimento sulla normativa regionale per il contrasto allo smog e alle polveri sottili – afferma – Affronteremo la questione nella prossima riunione di Giunta. Credo inoltre che al fine di una autentica efficacia dei piani comunali per la qualità dell’aria sia necessario affrontare il tema del loro coordinamento». E l’integrazione, aggiungiamo, del piano ambientale con quello dello sviluppo economico; due facce della stessa medaglia, quella della sostenibilità, che richiede di essere affrontata come corpo unitario.