Sorpresa: le auto invecchiando emettono meno biossido di azoto

Studio britannico: l'obiettivo dell'aria pulita «potrebbe essere raggiunto più rapidamente»

[28 novembre 2017]

Secondo lo studio “Lower vehicular primary emissions of NO2in Europe than assumed in policy projections” pubblicato su Nature Geoscience da un team di ricercatori britannici dei Wolfson Atmospheric Chemistry Laboratories dell’università di York guidato da Stuart K. Grange, gli obiettivi  per ridurre i livelli di inquinamento da biossido di azoto (NO2) emesso dai veicoli saranno raggiunti più rapidamente di quanto si aspetta il governo britannico.

I ricercatori sono convinti che le proiezioni del governo sull’NO2 «sono troppo pessimiste, perché ignorano gli ultimi dati del mondo reale» e quindi nelle città del Regno Unito si potrebbero raggiungere gli standard di emissioni previsti diversi anni prima di quanto si aspettino i ministri del governo conservatore. Naturalmente si sta parlando delle auto che rispettano gli ultimi standard di emissioni europei.

Il team dell’università di York avverte che «nonostante l’adeguamento, il governo è ancora in ritardo sui target NO2» e aggiunge che «L’aria nelle grandi città del Regno Unito rimane pericolosamente inquinata da molti differenti composti».

Gli autori dello studio dicono che il governo britannico ha calcolato male le emissioni di NO2 perché si e basato su proiezioni di emissioni future, piuttosto che sui dati reali sulle emissioni su strada dell’European environment agency (Eea). Le cifre del governo si basano sui dati delle emissioni di veicoli dotati dei nuovi filtri antiparticolato e che sono state utilizzate per stimare i futuri livelli di inquinamento. «Ma quella proiezione non tiene conto del fatto che, mentre un filtro invecchia, produce, in modo casuale, meno NO2». Sembra che il governo non abbia voluto  aggiornare (o non sia in grado di farlo) le sue stime sfruttando i dati reali su strada raccolti negli ultimi anni.

Una delle autrici dello studio, Ally Lewis, ha detto a BBC News: «La nostra ricerca ha comportato il download di tutti i dati sull’inquinamento atmosferico dal database europeo. E’ molto difficile da utilizzaree … è un posto  in cui i dati vanno a morire.Pder poterlo fare, lo abbiamo riordinato e ricreato a York. Siamo stati in grado di mettere alcuni intelligenti studenti di dottorato al lavoro sul problema per elaborare modi intelligenti di analisi dei dati. Immagino che il governo non abbia questa capacità».

Secondo i ricercatori «Il governo dovrebbe ora tenere traccia delle emissioni durante tutta la durata di vita dei nuovi veicoli per vedere come i convertitori catalitici si comportano durante tutta la loro vita».

Il governo britannico sembra sorpreso da questa buona notizia sull’NO2 e la BBC dice che «Finora non è stato ancora in grado di rispondere al suggerimento specifico che le sue cifre potrebbero essere troppo pessimistiche». Ma un portavoce dell’esecutivo ha spiegato a BBC News che il Department for environment, food & rural affairs (Defra) «utilizza una combinazione di monitoraggio e modellazione per valutare la qualità dell’aria a livello nazionale nel Regno Unito. Questo modello è tenuto continuamente sotto esame e viene aggiornato per tenere conto delle ultime evidenze». Ma evidentemente questo non vale nel caso dell’NO2.

Come funziona questa “miracolosa” riduzione di emissioni lo ha spiegato a BBC News Paul Monks della Leicester University: «Quando una macchina invecchia la frazione di emissioni primarie di NO2 diminuisce e questo non è stato tenuto in considerazione negli inventari delle emissioni che” predicono “il futuro. E’ pura fortuna … ma è positivo in termini di impatto sull’inquinamento atmosferico».

I risultati dello studio dimostrano quanto sia complesso il problema dell’inquinamento atmosferico. Di recente l’inquinamento da NO2 ha fatto notizia, ma ci sono  molti altri inquinanti rischiosi per la salute e respiriamo tossine prodotte le tossine da innumerevoli fonti che utilizzano combustibili fossili o legname per produrre calore o/e energia. Inoltre, i particolati sono anche prodotti dal consumo degli pneumatici sulla strada e da lla polvere dei freni. Questo significa anche che le auto elettriche contribuiranno fortemente a ridurre l’inquinamento, ma non lo elimineranno del tutto.

La Lewis aggiunge: «Poi c’è la complessità degli stessi inquinanti. Una singola particella di inquinante  può contenere 100.000 sostanze chimiche. Il solo diesel contiene 25.000 sostanze chimiche. La composizione del particolato è estremamente complicata: quando monitoriamo le emissioni, le pesiamo e non possiamo cercare di distinguere quali sostanze chimiche sono più problematiche. Anche così, ciò che sappiamo delle particelle è molto più avanti di come sono regolamentate»

Secondo la Lewis il governo britannico potrebbe utilizzare i nuovi dati dello studio  nella  lunga e finora infruttuosa battaglia legale con ClientEarth sulla mancata corrispondenza con gli obiettivi NO2.

Ma l’avvocato di ClientEarth Alan Andrews non sembra molto preoccupato e ha detto a BBC News che «Questo studio dimostra che abbiamo bisogno di maggiori prove per sapere esattamente quanto stanno inquinando le auto più vecchie. Non evidenzia solo un gap nelle prove, ma anche il modo in cui il governo non è riuscito ad avere la padronanza del problema nel corso degli anni. Abbassare le ambizioni ora sperando nel meglio potrebbe avere reali implicazioni per le persone che oggi soffrono degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute e sarebbe anche illegale di fronte alla sentenza dell’Alta Corte«.

Da parte sua il governo britannico ha assicurato: «Dal 2010, l’inquinamento atmosferico è migliorato in modo significativo, ma riconosciamo che c’è ancora molto da fare ed è per questo che abbiamo messo in atto un piano da 3,5 miliardi di sterline per migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni nocive. Metteremo anche fine alla vendita di nuove vetture e furgoni diesel e benzina convenzionali entro il 2040 e l’anno prossimo pubblicheremo una strategia completa per l’aria pulita che stabilirà ulteriori misure per contrastare l’inquinamento atmosferico».