Stop Glifosato: Il Parlamento europeo chieda una verifica della valutazione Efsa sulla pericolosità

In pericolo salute dei cittadini e credibilità delle istituzioni europee

[4 marzo 2016]

glifosato pesticidi

Il 7 e l’8 marzo a Bruxelles si riunirà il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari per esaminare il “dossier glifosato”, il cui esito potrebbe aprire la strada al rinnovo dell’autorizzazione comunitaria per l’utilizzo in Europa del noto diserbante.  Alla vigilia dell’incontro 32 associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica italiane hanno inviato un appello ai parlamentari europei  con la richiesta di una «attenta verifica sulle metodologie adottate dall’EFSA per valutare la pericolosità del Glifosato per l’ambiente ed i suoi possibili effetti negativi sulla salute umana».

Il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari è chiamato infatti ad esprimere il proprio parere sulla base delle valutazioni presentate dai diversi Istituti ed autorità competenti. Il parere dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sulla pericolosità del glifosato ha smentito la valutazione delloIARC (Istituto per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) che aveva definito, nel mese di marzo 2015, il diserbante come probabilmente cancerogeno per l’uomo.

Il parere dell’EFSA è stato contestato, oltre che dallo stesso IARC, da una rilevante parte del mondo scientifico internazionale e dalle Organizzazioni non governative europee impegnate nella difesa dei consumatori e dell’ambiente, perché l’Agenzia europea non avrebbe tenuto in considerazione numerosi studi scientifici pubblicati da riviste internazionali, ma basato la sua valutazione essenzialmente su studi in gran parte mai pubblicati, forniti principalmente dalle stesse multinazionali che producono e commercializzano il glifosato.

Il Glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, ed è il diserbante maggiormente collegato alle sementi Geneticamente Modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui DNA è stato manipolato da Monsanto per resistere a questo diserbante. Mesnageet al (2014) hanno riportato, in una loro importante pubblicazione scientifica, che le formulazioni commerciali contenenti “glifosato” sono 1.000 volte più tossiche del solo principio attivo, rivelando esserci effetti sinergici tra i coadiuvanti dell’erbicida. In Italia negli ultimi anni  l’ISPRA ha raccolto dati sulla presenza di oltre 175 pesticidi nelle acque, superficiali e sotterranee. Tra le sostanze maggiormente trovate ci sono  il glifosato e l’AMPA (un metabolita del glifosato stesso).

Persone, piante e animali sono oggi esposte in tanti modi al “glifosato” e ai prodotti commerciali che lo contengono. Oltre che in agricoltura è ampiamente impiegato dagli Enti Pubblici  per la pulizia dei margini stradali, delle massicciate ferroviarie e dei binari ed è presente anche in prodotti da giardinaggio e per l’hobbistica.

Le 32 Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica italiane nella loro lettera si appellano ai Parlamentari europei per chiedere «una accurata verifica dell’operato dell’EFSA che attraverso una valutazione superficiale e condizionata rischia di mettere in pericolo non solo la salute dei cittadini europei ma anche l’autorevolezza e la credibilità delle Istituzioni comunitarie».

La portavoce della coalizione delle 32 associazioni italiane, Mariagrazia Mammuccini, ha evidenziato che «Davanti a pareri così discordanti sulla probabile cancerogenicità del glifosato da parte di due importanti autorità scientifiche, il Parlamento Europeo, la Commissione e gli Stati Membri devono assumersi la responsabilità di proteggere prima di tutto la salute dei cittadini, adottando il principio di precauzione negando una nuova autorizzazione all’uso del contestato diserbante»i.

Il Tavolo delle associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica dicono che le richieste che rivolgono ai parlamentari europei «sono motivate dalla seria preoccupazione per l’orientamento della  Commissione Europea e della maggioranza degli Stati membri favorevoli ad una nuova autorizzazione per altri 15 anni all’utilizzo del glifosato». La Mammuccini precisa: «Abbiamo apprezzato molto la posizione del Parlamento Europeo che nel corso della sessione plenaria del 2 febbraio scorso,  ha adottato tre obiezioni distinte relative a tre varietà di soia geneticamente modificate resistenti proprio all’erbicida glifosato, classificato come “probabilmente cancerogeno” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), chiedendo per questa ragione alla Commissione europea di ritirare i suoi progetti di autorizzazione al loro utilizzo in alimenti e mangimi. Riteniamo che la stessa cautela dovrebbe essere adottata dal Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari nella riunione in programma all’inizio della prossima settimana».

Con l’appello rivolto agli europarlamentari le 32 Associazioni chiedono inoltre «un impegno personale affinché il Parlamento Europeo si pronunci sulla decisione finale che l’Unione Europea dovrà assumere sul glifosato, opponendosi alla possibilità che  si possa procedere ad una nuova autorizzazione per altri 15 anni del diserbante, in assenza di valutazioni attendibili e coerenti relative alla sua probabile cancerogenicità».

Le Associazioni italiane avevano già inviato  una lettera sul tema glifosato ai tre ministri italiani competenti, Maurizio Martina (agricoltura), Beatrice Lorenzin (aalute) e Gian Luca Galletti (ambiente), chiedendo la messa al bando del diserbante con le stesse motivazioni, senza ottenere ad oggi alcuna risposta».

Le associazioni che aderiscono al Tavolo Stop Glifosato sono: Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.