Strage di pesci a Tianjin, il governo cinese: «Nessun rapporto con le esplosioni chimiche»

Dopo il disastro livelli di cianuro di sodio 356 volte maggiori del consentito

[21 agosto 2015]

pesci a Tianjin

L’agenzia ufficiale cinese Xinhua comunica che «Non è stato riscontrato nessun livello tossico di cianuro nei campioni di acqua nei campioni di acqua estratti  dal fiume di Tianjin, dove sono comparsi un gran numero di pesci morti, dopo le gigantesche esplosioni della settimana scorsa».

Secondo il centro municipale di sorveglianza ambientale di Tianjin, l’analisi delle acque dove galleggiano decine di migliaia di spinarelli morti è stata svolta ieri alle 17,30 ora locale lungo un tratto del fiume Haihe, a qualche Km dal sito dell’area portuale devastato dalle esplosioni.

Deng Xiaowen, a capo del centro municipale di sorveglianza ambientale di Tianjin, ha detto durante una conferenza stampa che  «E’ in corso un’inchiesta sull’origine della morte di massa dei pesci » ed ha sottolineato che «Questo fenomeno non anormale in estate, a causa della penuria d’acqua».

Comunque sia, e nonostante Xiaowen ritenga sia normale che muoiano tutto di un ciolpo decine di migliaia di pesci, si tratte dell’ennesiomo segnale di una devastante crisi ambientale a  Tianjin e nell’infinita megalopoli della catena di metropoli che si estende fino a Pechino.

Lo stesso governo cinese ora ammette che nei depositi esplosi nel porto di  Tianjin erano stoccate «centinaia di tonnellate di prodotti chimici tossici, comprese circa 700 tonnellate di cianuro di sodio» e che il cianuro di sodio rilevato nell’area dove sono avvenute le esplosioni  è più di quanto aveva detto in risposta alla denuncia di Greenpeace e di altre associazioni ambientaliste:  la presenza di questa sostanza tossica in alcune zone raggiunge livelli 356 volte maggiori dei limiti di legge.

La morte dei pesci che hanno ricoperto le acque dell’Haihe fa parte della sessa crescita infinita, inquinante, tossica e pericolosa che ha causato la morte di 114 persone, fatto 69 dispersi e mandato in ospedale centinaia di feriti, alcuni dei quali gravissimi.