Studio italo-francese sul rilascio di tallio in Toscana da drenaggi acidi di miniere

Cnr: probabilmente rilasciato dalle incrostazioni all’interno delle tubature

[24 maggio 2017]

Nel 2014 il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, disse che per risolvere il problema della contaminazione da tallio nelle acque di Valdicastello e di Pietrasanta bisognava bonificare la miniera ex Edam .  Ora lo studio “Thallium release from acid mine drainages: Speciation in river and tap water from Valdicastello mining district (northwest Tuscany)” pubblicato su Talanta da un team di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), HydroSciences Montpellier e università di Pisa, conferma che «Il tallio (Tl) è un elemento molto tossico, può essere presente nelle acque sia come ione +1, e formare composti tallosi che sono i più comuni, sia come ione +3 e formare composti tallici, ritenuti più rari. Queste due forme di tallio hanno diversa solubilità nelle acque, diverso comportamento nell’ambiente e diversa tossicità. La specie tallio +3 è migliaia di volte più tossica del tallio +1 almeno sulla base degli esperimenti condotti sulla Daphna magna, un piccolo crostaceo spesso utilizzato per test di ecotossicologia, ed altre alghe. Mancano, tuttavia studi specifici sull’uomo.

Il Cnr sottolinea che «I risultati ottenuti dai ricercatori evidenziano, oltre al tallio nella forma +1, la presenza di specie di tallio nella forma +3 sia nelle acque del torrente Baccatoio in alcuni punti sia in quantità variabile in parte dei campioni di acque potabili.  Il tallio +3 è probabilmente rilasciato dalle incrostazioni all’interno delle tubature ed associato a nanoparticelle che non generano torbidità apparente. Ulteriori esperimenti di laboratorio sulle modalità di ossidazione del tallio alla forma +3 e sulla stabilità di questi composti sono in corso».

Secondo il team italo-francese, «Questi risultati aprono nuovi scenari sui processi di distribuzione del tallio sia nell’ecosistema superficiale che attraverso le condutture della rete idrica, e sono il presupposto per mitigare la dispersione di questo contaminante con interventi fortemente mirati ed efficaci».

Lo studio fa seguito ad un’altra ricerca del 2016 sull’esposizione al tallio, “Human exposure to thallium through tap water: A study from Valdicastello Carducci and Pietrasanta (northern Tuscany, Italy)”, pubblicata su Science of The Total Environment da ricercatori del Cnr e dell’università di Pisa,  effettuatautilizzando ICP-MS che ha quantificato i livelli Tl in 150 campioni di urina e 318 campioni di capelli nella popolazione di Valdicastello-Pietrasanta (Lucca).

Il Cnr ricorda che «In tale studio i risultati indicarono che le persone residenti nella zona contaminata avevano accumulato Tl in maniera significativa nelle urine e nei capelli con valori che superavano i valori di riferimento della popolazione italiana ed i valori dei non esposti. Inoltre, i livelli di Tl nei capelli e nelle urine dimostrarono di essere positivamente correlati tra loro».