Sversamento liquami a Rosignano, Arpat: anche l’arenile è a posto

Ma aggiunge: «Manca la valutazione sanitaria per riaprire la spiaggia»

[6 agosto 2013]

Dopo la fuoriuscita di liquami dalla fognatura nera nel tratto di spiaggia libera adiacente al fosso denominato “Botro Secco”, avvenuta il 14 luglio, e il conseguente divieto nell’area di balneazione “Lungo mare di Monte alla Rena” emanato dal sindaco di Rosignano, in seguito ai risultati dei campionamenti effettuati da Arpat (di cui greenreport ha già dato notizia), ancora oggi la situazione non è tornata alla normalità anche se i miglioramenti sono evidenti.

Rispetto alla qualità delle acque di balneazione, i dati degli ultimi campionamenti del 29 luglio e 1 agosto, rilevano una situazione nella norma sia per il parametro Enterococchi intestinali che per l’Escherichia coli relativamente ai punti di prelievo spiaggia libera “Scaletta” e Bagno “Lo Scoglietto”.

Ma ad Arpat il comune di Rosignano ha chiesto di effettuare anche approfondimenti sullo stato dell’arenile, al fine di valutare le condizioni di fruibilità della spiaggia dopo l’intervento di Asa di asportazione della sabbia contaminata e di ripascimento con nuova sabbia.

L’Agenzia  il 29 luglio ha effettuato campionamenti di sabbia in tre 3 punti, per ognuno dei quali ha prelevato un campione superficiale e uno a profondità di circa 50 cm.

«Non essendo reperibili in Italia riferimenti normativi, valori limite o criteri di qualità per gli aspetti microbiologici delle sabbie (manuale ICRAM , DM 24/1/96) – hanno spiegato da Arpat- una valutazione delle risultanze analitiche prodotte può essere fatto per confronto con dati rilevati in altri contesti precedentemente analizzati».

La situazione non appare comunque preoccupante: «I risultati analitici presentano valori bassi, non si rilevano differenze significative tra i campioni superficiali e quelli profondi. L’assenza di salmonella rappresenta un importante indicatore di assenza di germi patogeni di natura intestinale; mentre i Coliformi totali non sono strettamente indicatori della contaminazione avvenuta, in quanto sono germi anche di natura ambientale; i valori determinati di Escherichia Coli e Streptococchi fecali sono del tutto paragonabili ad altri arenili, precedentemente analizzati, non alterati, e sono significativamente più bassi di altri risultati in zone soggette a fenomeni occasionali (alluvioni). In definitiva i valori riscontrati sono da valutarsi positivamente, facendo ritenere superato l’inquinamento del 14 luglio. Al Comune è stato consigliato, tuttavia, prima di riaprire la spiaggia, di acquisire anche una valutazione di natura sanitaria dal competente organo di vigilanza territoriale» hanno concluso da Arpat.