Svezia bocciata su prevenzione e riduzione inquinamento: multa dall’Ue

[4 dicembre 2014]

Oltre che per l’Italia e la Grecia, sono in arrivo sanzioni pecuniarie anche per la Svezia: non ha dato esecuzione a una sentenza del 2012 che la condannava per non aver rispettato la direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento. Oltre al pagamento di una somma forfettaria di 2 milioni di euro fino alla piena esecuzione della sentenza odierna, dovrà pagare una penalità di 4 000 euro per ogni giorno di ritardo nell’attuazione dei provvedimenti necessari all’esecuzione della sentenza.

Secondo la sentenza del 2012 la Svezia ha violato la direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento in quanto 29 impianti non si sono conformati ai requisiti da essa previsti. Nel 2013 la Commissione, dopo aver considerato che la Svezia non aveva ancora dato esecuzione alla sentenza del 2012 (poiché l’infrazione persisteva per due impianti), ha proposto un secondo ricorso per inadempimento. Successivamente, la Commissione ha informato la Corte che non erano ancora stati adottati i provvedimenti necessari riguardo ad uno dei due impianti contemplati dal ricorso, mentre la situazione dell’altro impianto era stata nel frattempo regolarizzata.

Quindi proprio perché alla scadenza del termine fissato nella lettera di diffida del 1° ottobre 2012, due impianti non erano gestiti sulla base dell’autorizzazione prevista dalla direttiva, la Corte condanna la Svezia. Lo Stato non ha adottato tutti i provvedimenti necessari per conformarsi integralmente agli obblighi derivanti dal sentenza del 2012.

Del resto la direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento stabilisce un procedimento di autorizzazione delle attività industriali ad elevato potenziale inquinante e prevede requisiti minimi che ogni impianto deve rispettare per poter essere autorizzato, proprio perché si pone l’obiettivo di proteggere l’ambiente contro le conseguenze dovute a dette attività industriali.