Terra dei fuochi, il ministero dell’Ambiente prepara il regolamento

Legambiente: «Basta minimizzare l’emergenza»

[20 marzo 2014]

Oggi il ministero dell’Ambiente ha annunciato che «entra nella fase operativa il decreto interministeriale sulla terra dei fuochi ». Infatti al ministero si è tenuta la prima riunione del gruppo di lavoro che espleterà le attività tecniche necessarie per la preparazione del regolamento sugli interventi di bonifica, ripristino ambientale e di messa in sicurezza delle aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento.

In una nota il ministero dell’Ambiente ricorda che «in Italia mancano parametri per la definizione dell’inquinamento nei terreni agricoli ed il regolamento dovrà colmare questa lacuna per dare sicurezza sul fronte della salute pubblica e della qualità dei prodotti nell’area della “Terra dei fuochi”. A tal fine nel corso della riunione è stata condivisa l’opportunità di esaminare le procedure già applicate in altri paesi europei per le aree agricole, tenendo conto dei dati disponibili a livello nazionale e del “modello scientifico” messo a punto per la “Terra dei Fuochi”». La prossima riunione del gruppo di lavoro è prevista il 4 aprile. Le attività tecniche dovranno concludersi entro il 10 maggio.

Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, teme che qualcuno voglia minimizzare l’emergenza:  «La terra dei Fuochi ha bisogno di archiviare questa triste stagione di veleni sparsi in venti anni dall’ecomafie che sono riuscite a sfregiare tanti territori della provincia di Napoli e Caserta, creando gravi danni ambientali-sanitari e infliggendo un duro colpo all’agricoltura di qualità campana. Il dossier ministeriale sulla terra dei Fuochi è un primo passo parziale che però è stato presentato come il punto di arrivo di un lavoro cominciato dopo vent’anni di inerzia. In realtà, è solo il punto di inizio di un impegno che ora deve prendere veramente avvio, senza più tentennamenti, facendo luce sui quei punti che ancora non stati analizzati. Nella relazione si afferma, ad esempio, che è stata realizzata una mappatura completa dei 1.076 kmq dei 57 comuni d’interesse prioritario, ma non è vero. Come si legge nella stessa relazione mancano all’appello i dati sulle aree agricole presenti nelle cosiddette aree vaste e su quelle vicine agli impianti di smaltimento dei rifiuti; mancano poi i dati sulle aree che possono essere state contaminate dai roghi di rifiuti e su quelle interessate dall’utilizzo di acque di falda captate abusivamente. Anche per quanto riguarda le aree agricole e non, censite incrociando dati parziali, si rimanda a successive analisi dei terreni e approfondimenti per avere un quadro esatto della situazione».

Anche secondo la direttrice generale di Legambiente, Rossella Muroni, «quello che serve ora è una nuova una nuova stagione di azione e mobilitazione che porti finalmente ad un reale cambiamento, a partire dall’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge che prevede l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale. È inoltre importante che venga predisposta una specifica attività di mappatura dei siti inquinati e di campionamento dei prodotti alimentari provenienti da queste aree, a tutela della salute e dell’agricoltura di qualità, e che venga rafforzata l’attività di controllo, prevenzione e contrasto delle attività illegali di smaltimento dei rifiuti nell’area campana. Ma per dar avvio a questa nuova stagione di azione e mobilitazione serve l’impegno di tutti, istituzioni, cittadini e associazioni. In particolare lo Stato deve tornare ad essere credibile, riconquistare la fiducia dei suoi cittadini garantendo una partecipazione e informazione completa e trasparente e mettendo in campo una serie di azioni e strumenti efficaci per combattere le illegalità ambientali e aiutare così la terra dei fuochi».