In Toscana è in arrivo il nuovo Piano regionale per la qualità dell’aria

I primi responsabili dell’inquinamento atmosferico da Pm10 sono la combustione di biomasse (43-53%) e il traffico (16-18%)

[24 novembre 2017]

È stato inviato lunedì 20/11 dalla Giunta toscana – ma presentato oggi in un briefing dal presidente Rossi – la proposta di Piano regionale per la qualità dell’aria (Prqa), che è ora all’attenzione del Consiglio per l’approvazione definitiva: con un orizzonte al 2020 e oltre, con il Piano si realizza l’atto di governo del territorio preposto al «progressivo e costante miglioramento della qualità dell’aria» che tutti respiriamo, affrontando così un tema dall’importanza cruciale.

Ancora oggi in Italia sono circa 66mila le persone che vanno incontro a morte prematura a causa del particolato fine Pm10, e il nostro Paese è tra i 16 verso i quali la Commissione Ue ha aperto una procedura d’infrazione per i continui superamenti dei limiti fissati dalla normativa comunitaria.

In Toscana le principali fonti d’inquinamento da Pm10 sono note: al primo posto c’è la combustione delle biomasse (che contribuiscono tra il 43% ed il 53% ai livelli di inquinamento misurati tra novembre e marzo, il cosiddetto periodo critico), che siano usate per il riscaldamento domestico o che si tratti di sfalci e potature bruciate all’aperto. Al secondo posto c’è il traffico, responsabile del 16-18% dell’inquinamento da Pm10; con l’avvicendarsi di motorizzazioni sempre più moderne, è ormai dall’usura di freni e gomme, e non dai gas di scarico, arriva la parte più significativa delle emissioni di Pm10. Infine agricoltura, allevamenti e industria, che insieme contribuiscono per il 14%.

Come abbattere dunque i livelli emissivi? Oltre all’efficientamento energetico degli immobili pubblici e delle sedi di impresa e processi produttivi attraverso i fondi POR-FESR 2014-2020, il Piano regionale per la qualità dell’aria punta principalmente su:

– Divieto per le nuove costruzioni nelle aree critiche dell’utilizzo di biomassa per il riscaldamento, mentre in tutto il resto del territorio regionale saranno permessi solo impianti a biomassa di elevata efficienza (almeno 4 stelle su 5).

– Coinvolgimento dei Carabinieri forestali per controllare il rispetto delle ordinanze di divieto di abbruciamento all’aperto emesse per tutto il periodo da novembre a marzo.

–  Politiche di incentivo per l’utilizzo del trasporto pubblico locale (tramvia, rinnovo e incremento flotto autobus, miglioramento trasporti ferroviari, ecc..) e mobilità dolce (piste ciclabili, mobilità pedonale, ecc..). Promozione dei veicoli elettrici, presente nel Piano, che anche se hanno ovviamente le stesse emissioni da usura dei veicoli tradizionali, non hanno emissioni di monossido e biossido di azoto (NO ed NO2) e quindi contribuiscono a risolvere il problema dei superamenti di NO2 .

– Azioni per limitare le emissioni in particolare di precursori del PM10 (cioè sostanze che a seguito di complesse reazioni chimiche in atmosfera si trasformano in particolato PM10).

– Educazione e sensibilizzazione per comportamenti e stili di vita ambientalmente sostenibili. Il Piano individua l’informazione e l’educazione ambientale come azione strategica e trasversale finalizzata a diffondere una maggiore consapevolezza rispetto alle cause e alle interazioni che incidono sulla qualità dell’aria.