Trasporto marittimo, ufficiali i nuovi valori di zolfo per l’Italia

[13 agosto 2014]

L’Italia si adegua ai limiti europei per il tenore di zolfo nei combustibili delle imbarcazioni. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto legislativo che attua la direttiva del 2012 – direttiva che ha modifica quella del 1999 – e che entrerà in vigore il 27 agosto prossimo.

Una nuova direttiva che, in particolare, prevede la riduzione dei valori limite di zolfo per il combustibile per uso marittimo nelle zone di controllo delle emissioni di SOx (Seca), conformemente ai lavori dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo).

L’Imo, infatti – nell’adottare nel 2008 la risoluzione di modifica dell’allegato VI del protocollo della convenzione Marpol –  ha introdotto limiti al contenuto di zolfo più severi per il combustibile per uso marittimo nelle Seca (1,00% dal primo luglio 2010 e 0,10% dal primo gennaio 2015) nonché nelle aree marittime al di fuori delle Seca (3,5% dal primo gennaio 2012 e, in linea di principio, 0,5% dal primo gennaio 2020).

Così, per assicurare un livello qualitativo minimo del combustibile utilizzato dalle navi ai fini della conformità alle norme in materia sia di combustibile sia di tecnologie, nell’Ue non è consentito l’uso di combustibile per uso marittimo il cui tenore di zolfo supera la norma generale del 3,5% in massa. Al fine di migliorare la qualità dell’aria nelle aree portuali e costiere, le navi passeggeri sono tenute a utilizzare combustibile con un tenore massimo di zolfo dell’1,5 % fino a quando norme ancora più severe si applicheranno a tutte le navi nelle acque territoriali, nelle zone economiche esclusive e nelle zone di controllo dell’inquinamento degli Stati membri. Del resto l’obiettivo dell’Ue è quello di ridurre progressivamente il tenore massimo di zolfo allo 0,5% entro gennaio 2020.

Conformemente alla convenzione Marpol, gli Stati membri sono tenuti a garantire la disponibilità di combustibili per uso marittimo conformi al disposto comunitario. Come soluzione alternativa per ridurre le emissioni, gli Stati membri sono tenuti a incoraggiano l’utilizzo di energia elettrica prodotta a terra da parte delle navi ormeggiate in porto.

Le emissioni prodotte dal trasporto marittimo dovute all’utilizzo di combustibili delle navi ad alto tenore di zolfo contribuiscono all’inquinamento atmosferico sotto forma di anidride solforosa e particolato e contribuiscono alla formazione di depositi acidi. Dunque per evitare che le emissioni prodotte dai trasporti marittimi superino presto le emissioni prodotte da tutte le fonti terrestri, è necessario che sia previste e soprattutto rispettate le misure per limitarle. In questo modo non solo verranno ridotte le emissioni di zolfo ma verrà maggiormente tutelata la salute dei cittadini e dell’ambiente. Le emissioni di anidride solforosa provocando piogge acide e generando polveri sottili possono causare malattie respiratorie cardiovascolari, riducendo fino a 2 anni l’aspettativa di vita nell’Ue.