Tre italiani su quattro chiedono un maggiore impegno per ridurre le emissioni di CO2

Ricerca E.ON in 7 Paesi europei: attenzione e sensibilità sopra la media degli italiani nei confronti delle tematiche legate al cambiamento climatico

[30 novembre 2018]

E.ON, la multinazionale tedesca dell’energia e del gas, ha pubblicato i risultati di uno studio internazionale sulla percezione delle tematiche legate al cambiamento climatico – in particolare le emissioni di anidride carbonica e l’effetto serra – in 7 Paesi europei: Italia, Svezia, Regno Unito, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca e Romania  dal quale emerge la sensibilità per l’ambiente degli italiani: l 75% degli italiani ritiene che il nostro Paese non stia facendo abbastanza per ridurre le emissioni di CO2 – il 10% in più della media dei Paesi presi in esame  – e  il 41,6% degli italiani  pensa che sia compito del governo guidare l’abbattimento delle emissioni, e qui siamo un pelo sotto la media dei 7 Paesi: 42%.

Riguardo alle strade migliori per raggiungere quest’obiettivo, secondo lo studio «l’82,4% concorda che occorra continuare a sostenere lo sviluppo delle rinnovabili, il 41,9% è a favore di un sistema di tassazione delle emissioni e il 30,9% ritiene che debbano essere implementate entrambe le misure», tutte percentuali superiori alla media del sondaggio.

Come studi precedenti anche quello di E.ON conferma che «Il cambiamento climatico è il problema globale che preoccupa maggiormente gli italiani, col 33% che lo identifica come principale minaccia per la società, seguito dalla povertà (30%) e dall’inquinamento (26,3%)». E conferma anche una cosa che appare sempre più strana: in un Paese nel quale sulla paura si sono costruite folgoranti carriere politiche, nessuna forza politica, né di opposizione nel di governo (ad eccezione dei Verdi che non sono in Parlamento e di qualche esponente della Sinistra), sembra essere molto interessata al problema che sembra preoccupare di più gli italiani e il cambiamento climatico sembra uscito dall’orizzonte anche della forza politica che ne aveva fatto più di altre il suo cavallo di battaglia: il Movimento 5 Stelle.

I rumeni sono risultati i più insoddisfatti riguardo allo sforzo nazionale per ridurre le emissioni, mentre gli svedesi sono (giustamente) quelli più contenti. Per i cechi (che continuano ad eleggere governi ecoscettici) chi dovrebbe contribuire di più alla riduzione delle emissioni sono le industrie amiche di quegli stessi governi, per gli ungheresi è compito sia del pubblico sia del privato. I tedeschi sono i maggiori sostenitori di un sistema tariffario per regolare le emissioni, mentre in Ungheria si punta tutto sulle energie rinnovabili. Quanto alle minacce per la società, nel Regno Unito spaventa maggiormente la povertà, mentre in Repubblica Ceca l’inquinamento è visto come la minaccia più sentita.

Péter Ilyés, CEO di E.ON Italia, conclude: «I risultati del nostro studio dimostrano che in Italia la consapevolezza ambientale e la sensibilità verso il cambiamento climatico sono mature e che il Paese è pronto per un impegno deciso per ridurre le emissioni, Noi abbiamo messo l’efficienza energetica al centro del nostro posizionamento di mercato, affiancando i clienti grazie a soluzioni innovative per consumare meno e meglio, e il 13 dicembre lo ribadiremo nel nostro appuntamento annuale della Giornata contro gli sprechi».