Trovati insetticidi neonicotinoidi nell’acqua potabile

Ma gli impiantamenti di trattamento a carbone attivo li eliminano quasi completamente

[6 aprile 2017]

Lo studio “Occurrence of Neonicotinoid Insecticides in Finished Drinking Water and Fate during Drinking Water Treatment”, pubblicato su Environmental Science&  Technoogy  Letters da un team di ricercatori  dell’università dell’Iowa e dell’ U.S. Geological Survey (Usgs) è davvero preoccupante perché rivela che gli insetticidi neonicotinoidi, che molti indicano tra i maggiori responsabili delle morie di api in tutto il mondo, sono arrivati nell’acqua potabile.

I ricercatori statunitensi ricordano che «Gli insetticidi neonicotinoidi sono diffusi nelle in tutto il Midwest degli Stati Uniti  intensamente coltivato», ma il problema è che per la prima volta viene segnalata la presenza di tre neonicotinoidi nell’acqua potabile, il che «dimostra la loro persistenza generale durante il trattamento convenzionale  delle acque».

Per trovare i neonicotinoidi i ricercatori non sono dovuti andare molto lontano: è bastato prelevare campioni di acqua direttamente dai rubinetti dell’università dell’Iowa  per più di 7 settimane, da maggio a luglio del 2016, dopo la semina di mais e soia. I ricercatori hanno trovato ovunque clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam in concentrazioni comprese tra 0.24 a 57,3 ng/I.  I campioni prelevati dagli scienziati dimostrano che i livelli dei neonicotinoidi restano costanti nonostante il trattamento nei depuratori, ma l’acqua potabile trattata con un metodo di filtrazione diverso ha mostrato livlli di nenicotinoidi molto più bassi.

I ricercatori sottolineano che da questi primi dati non si possono trarre conclusioni riguardanti la salute umana, ma sono necessari ulteriori studi.

Dalla loro introduzione negli anni ’90, l’utilizzo dei neonicotinoidi è aumentato rapidamente perché questi prodotti chimici sistemici sono stati visti come un notevole progresso, dato che di vengono applicati come rivestimento dei semi e sono letali per insetti, ma non per  altre specie. Tra il 2004 e il 2014,  negli Stati Uniti, le vendite di semi pre-trattati con neonicotinoidi  sono triplicate.

Ma mente aumentavano le vendite cresceva anche la preoccupazione per il loro impatto ambientale e in  particolare per i danni alle api e l’Unione europea nel 2013 ha approvato una moratoria sul loro utilizzo durante la fioritura.

Nel 2015 l’Usgs ha pubblicato lo studio “First national-scale reconnaissance of neonicotinoid insecticides in streams across the USA” che aveva rivelato che i neonics erano diffusi nei campioni di acqua prelevati in  48 i fiumi e torrenti degli Stati Uniti, il nuovo studio si è occupato dell’acqua potabile trattata con  due diversi sistemi di filtrazione.

I campioni provenienti dall’impianto di trattamento dell’università dell’Iowa mostrano ancora alte concentrazioni dei tre principali prodotti chimici neonicotinoidi: clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam, mentre l’acqua prelevata dall’impianto di trattamento cittadino ha eliminato il 100% di clothianidin, il 94% di imidacloprid e l’85% di thiamethoxam. L’acqua potabile dal sistema di depurazione meno efficace aveva tra gli 0,24 e i 57,3 nanogrammi per litro dei singoli neonicotinoidi.

Uno degli autori dello studio, Gregory LeFevre, dell’università dell’Iowa, evidenzia che «Questi sono livelli molto bassi, sono nanogrammi per litro, il  che significa parti per trilioni, una concentrazione molto bassa. Ma allo stesso tempo ci sono preoccupazioni per ciò che quei livelli bassi potrebbero fare dal punto di vista dell’esposizione».

Negli Usa a regolamentare i contaminanti nell’acqua è l’Environmental protection agency, ma fin ad ora non sono stati considerati una minaccia e sarà difficile che lo diventino, visto le ultime uscite del nuovo amministratore dell’Epa Scott Pruitt.

In un’intervista a BBC News, LeFevre spiega che, attualmente «Questi risultati non indicano alcuna violazione del sistema, per questo stiamo cercabndo di far maggiore chiarezza su questi contaminanti per poter dire se questo sia o meno un livello di sicurezza»-

Una delle maggiori preoccupazioni per gli scienziati non è tanto l’esposizione diretta degli esseri umani ai neonicotinoidi nell’ acqua, ma come gli insetticidi, mediante il processo di filtrazione, potrebbero essere trasformati in altre sostanze che costituiscono una minaccia maggiore.

Un’autrice dello studio, Kathryn Klarich, anche lei dell’università dell’Iowa, aggiunge su BBC News:«Sulla base della letteratura fin qui pubblicata, il gruppo nitro ha il potenziale di essere rimosso nei processi di filtrazione e questo è  il gruppo che conferisce la selettività degli insetti. Se così fosse che potrebbe essere preoccupante». Ma fortunatamente lo studio fornisce anche la prova che la presenza di neonics nell’acqua potabile può essere quasi del tutto eliminata utilizzando  sistemi di filtrazione a carbone attivo.

«Siamo rimasti  piacevolmente sorpresi nel vedere come il carbone attivo abbia  funzionato – ha detto LeFevre – E’ relativamente economico rispetto ad altre tecnologie che sono energeticamente costose. Dobbiamo fare ulteriori ricerche per capire quanto possono funzionare bene, ma è incoraggiante».

Gli autori dello studio ritengono che, data la portata della ricerca e guardando all’impatto dei neonicotinoidi sulle api e altri impollinatori è importante che vengano realizzati ulteriori studi sull’acqua potabile, per capire i livelli di esposizione in tutto il mondo.

LeFevre conclude: «Senza dati veramente buoni sulla tossicità è difficile accertarne la portata, ma ogni volta che ci sono pesticidi nell’acqua potabile è qualcosa che allarma, non importa a che tipo di concentrazione siano».