Ue, raddoppiano i limiti per le emissioni Nox delle auto. I Verdi non ci stanno

[4 febbraio 2016]

OMS inquinamento

Ieri l’Europarlamento riunito in plenaria ha bocciato la risoluzione della commissione Ambiente che chiedeva uno stop al progetto della Commissione Ue sulle emissioni degli autoveicoli in condizioni reali di guida: il paradossale risultato, come abbiamo documentato ieri, è che adesso la strada è spianata per un aumento delle emissioni di ossido d’azoto (Nox), i gas al centro del Dieselgate, del 110% rispetto a quanto previsto attualmente.

Dopo le furiose quanto incredule proteste degli ambientalisti, non tardano ad arrivare anche quelle dei Verdi. «La decisione di permettere l’aumento delle emissioni degli ossidi di azoto del 110% è assolutamente vergognosa – attacca la copresidente del Partito Verde Europeo, Monica Frassoni –  Non si giustifica né dal punto di vista economico né da quello tecnologico». Nel primo provvedimento europeo adottato dopo lo scandalo Dieselgate-Volkswagen, invece di favorire un’applicazione rapida dei test delle emissioni su strada, la maggioranza degli europarlamentari «ha fatto il gioco della parte più retriva dell’industria automobilistica, senza curarsi – sottolinea Frassoni – della salute dei cittadini che dovranno subire livelli di inquinamento sempre più alti e pericolosi».

«Il Parlamento europeo – continua sulla stessa riga Angelo Bonelli, dei Verdi – ha approvato una vera e propria sanatoria nei confronti del Dieselgate facendo un grosso favore alla Merkel: invece di punire gli imbrogli delle case automobilistiche e di intensificare i controlli per smascherare eventuali frodi si è scelto, senza tenere in alcuna considerazione gli allarmi sull’inquinamento lanciati dall’Agenzia europea per l’ambiente, di alzare i limiti per il Nox di oltre il 100%. Questo non solo comporterà un aumento delle emissioni del Nox ma anche un conseguente aumento delle polveri sottili che avvelenano le nostre città. La stragrande maggioranza dei parlamentari, compresi quelli italiani si è inchinata alle lobby dell’auto calpestando il diritto alla salute e l’ambiente e ignorato gli allarmi drammatici diffusi dall’Agenzia europea per l’ambiente. Quella di oggi – conclude Bonelli – è una bruttissima pagina per le istituzioni europee».