Ue, nuovi limiti per il bisfenolo A nei giocattoli

[26 maggio 2017]

L’Ue riduce la presenza del bisfenolo A nei giocattoli per bambini. Al fine di ridurre i rischi per la salute dovuti all’esposizione della sostanza introduce nuovi valori limite. Da 0,1 mg/l si passa a 0,04 mg/l.

E’ stata pubblica sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi  la nuova direttiva che modifica quella del 2009.

Il gruppo di esperti della sicurezza dei giocattoli istituito dalla Commissione, in particolare il sottogruppo «sostanze chimiche» a seguito di ricerche e studi, ha raccomandato di limitare il bisfenolo A nei giocattoli a 0,04 mg/l – un limite di migrazione stabilito conformemente alle norme EN 71-10:2005 ed EN 71-11:2005 –  nell’ipotesi di un bambino con un peso corporeo di 10 kg, che mette in bocca 10 cm2 della superficie del giocattolo per tre ore al giorno. E ha attribuito il 10 % della dose giornaliera tollerabile (Dgt) temporanea all’esposizione di un bambino al bisfenolo A presente nei giocattoli.

L’Ue – con regolamento (UE) n. 10/2011 – ha fissato un limite di migrazione specifico per il bisfenolo A utilizzato come monomero in alcuni materiali destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. Ha, inoltre, vietato l’utilizzo della sostanza per la fabbricazione di biberon per lattanti in policarbonato. Ma le ipotesi in base alle quali è stato fissato il limite di migrazione e stabilito il divieto sono diverse da quelle usate per determinare il limite di migrazione del bisfenolo A presente nei giocattoli. Un limite di migrazione che la direttiva del 2009 ha individuato nello 0,1 mg/l, ora ritenuto troppo elevato. Per questo il legislatore europeo prevede un nuovo limite di migrazione e un nuovo tenore limite della sostanza nei giocattoli e li introduce nell’allagato della direttiva relativo ai valori limite specifici per i prodotti chimici utilizzati nei giocattoli destinati ai bambini di età inferiore ai 36 mesi.

In ogni caso, gli effetti del bisfenolo A rimangono oggetto di riesame nelle sedi scientifiche. Anche perché in futuro potrà essere necessario rivedere il limite di migrazione a seguito della disponibili di nuove informazioni scientifiche pertinenti.