Un milione di firme dei cittadini Ue per bandire il glifosato in Europa

Al via la raccolta firme per l’Iniziativa dei cittadini europei

[8 febbraio 2017]

La Coalizione #StopGlifosato, che raccoglie 45 associazioni che da più di un anno si stanno impegnando nella difesa della salute e dell’ambiente, ha annunciato che «Parte oggi in tutta Europa la raccolta firme per chiedere alla Commissione Europea il divieto totale dell’uso del glifosato, diserbante dannoso per l’ambiente e probabile cancerogeno per l’uomo». A promuovere l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) è un vasto raggruppamento, di cui fanno parte numerose associazioni europee.

Il glifosato è l’erbicida più usato al mondo e contro il quale c’è una diffusa opposizione.  Diversi studi ne dimostrano i rischi per l’ambiente e per la salute umana e l’International agency for research on cancer l’ha classificato come potenziale cancerogeno per l’uomo. Anche se in alcuni Paesi, tra cui l’Italia, è stato vietato,  l’uso del glifosato nelle aree urbane, rimane ampiamente utilizzato in agricoltura, con  residui nel nostro cibo e nelle falde acquifere.

Con eventi in diverse città europee, tra cui Roma, Bruxelles, Parigi, Berlino e Madrid, un’ampia coalizione di organizzazioni della società civile ha lanciato oggi l’Iniziativa, che invita la Commissione a «proporre obiettivi ambiziosi per ridurre l’uso di pesticidi e consente ai cittadini europei di partecipare direttamente al processo decisionale politico». Una volta raggiunto un milione di firme, la Commissione dovrà adottare una risposta formale per illustrare le eventuali azioni che intende proporre a seguito dell’iniziativa dei cittadini.

Oggi la Coalizione #StopGlifosato ha lanciato la raccolta di firme in Italia, a Roma, dove un gruppo di attivisti si è dato appuntamento al Colosseo con striscione e cartelli per un altro modello di agricoltura e ha offerto mele “glyphosatefree” ai cittadini che si sono fermati al banchetto per firmare. Analoghe iniziative si sono tenute a Berlino, Madrid, Bruxelles, Parigi.

La portavoce della Coalizione #StopGlifosato, Maria Grazia Mammuccini, spiega: «Sosteniamo la nuova iniziativa della rete europea: è necessaria la massima mobilitazione dell’opinione pubblica per continuare a tenere alta l’attenzione sui rischi del glifosato. Grazie al lavoro svolto in Italia per tutto lo scorso anno dalla Coalizione e soprattutto grazie alla mobilitazione di decine di migliaia di cittadini, il nostro governo ha tenuto il punto contro la proroga di 15 anni per l’uso del glifosato. Il periodo di esame dell’erbicida di un anno e mezzo richiesto dalla Commissione Ue scade alla fine di dicembre: ora è necessario lavorare su tutti i tavoli possibili per il bando definitivo. La raccolta di firme europea è un importante strumento per ottenerlo».

I promotori dell’Iniziativa denunciano anche «la mancanza di trasparenza nelle procedure europee per l’approvazione dei pesticidi, che, attualmente, sono basate anche su studi privati finanziati dalle aziende produttrici, il cui contenuto rimane riservato. Per questo il testo dell’Ice include la richiesta di riformare le procedure di approvazione dei pesticidi e di fissare obiettivi di riduzione vincolanti a livello di Ue per l’uso dei pesticidi».

La coalizione europea di Ong, associazioni, reti e realtà sociali deve raggiungere almeno un milione di firme in un anno per fermare l’uso del glifosato in tutta Europa, ma la scadenza per il successo politico della campagna deve essere l’estate 2017, affinché l’iter sia completato prima che la Commissione Ue si esprima sulla proroga attualmente in vigore per l’uso del glifosato.

La Coalizione #StopGlifosato evidenzia che «La battaglia per vietare il glifosato va inoltre letta in un quadro più ampio, che punta ad un nuovo modello di agricoltura per un futuro libero dai pesticidi. In questa ottica i promotori italiani intendono valorizzare le connessioni con altri due percorsi che interessano il livello europeo: quello di un’altra ICE, attualmente in corso, che chiede all’Ue norme specifiche per la tutela del suolo, bene essenziale alla vita come l’acqua e come l’aria, e quello per la consultazione sulla riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC). Temi che sembrano lontani dalla vita dei cittadini, ma che condizionano il cibo che ritroviamo nel nostro piatto, l’acqua che beviamo».

L’Ice è sostenuta da organizzazioni di 15 paesi Ue e aderiscono anche  Greenpeace, Pesticide action network, Health and environment alliance, Corporate europe observatory e WeMove.Eu. Greenpeace spiega che «Le associazioni di tutela dell’ambiente e della salute chiedono alla Commissione europea, non solo di vietare il glifosato, ma anche di riformare il processo di approvazione dei pesticidi e fissare obiettivi vincolanti per ridurre l’uso dei pesticidi in Europa».

Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia, conclude: «Quest’anno abbiamo finalmente l’opportunità di togliere il glifosato dai nostri campi e dai nostri piatti. Sono sempre di più i corsi d’acqua in Italia e in Europa contaminati con questo diserbante, classificato come “probabile cancerogeno” dallo Iarc. Si trovano tracce nel cibo, nelle bevande e persino nelle urine. Il messaggio alla Commissione Ue e ai Paesi membri è chiaro: l’interesse e la salute delle persone devono venire prima dei profitti delle aziende agrochimiche».