Maskbook, un’app gratuita per creare maschere digitali anti-inquinamento

Onu, «inquinamento dell’aria aumentato dell’8%». Agire per salvare 7 milioni di vite all’anno

Emergenza mondiale per la salute pubblica. Più energie rinnovabili e meno carbone

[25 maggio 2016]

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Secondo alcuni rapporti resi noti alla United Nations Environment Assembly (UNEA-2) in corso a Nairobi, la qualità dell’aria sta declinando a livello mondiale e sta minacciando di aggiungere all’inquinamento atmosferico 7 milioni di persone morte ogni anno, ma «L’azione per la qualità dell’aria in alcune aree indicano la volontà politica di affrontare questa “emergenza sanitaria pubblica globale”», anche se sono ancora insdufficienti.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), a livello globale, l’inquinamento atmosferico urbano sono è aumentato dell’8% tra il 2008 e il 2013. Più dell’80% delle persone che vivono nelle aree urbane che monitorano l’inquinamento atmosferico sono esposte  a livelli di inquinamento dell’aria che superano i limiti Oms, livelli che minacciano la vita, la produttività e le economie.

Il rapporto “Actions on Air Quality” dell’United Nations environment  Programme (Unep), ha rilevato miglioramenti in alcune aree, grazie l’accesso a carburanti più puliti per cucinare e riscaldarsi, alle energie rinnovabili e al minore tenore di zolfo nei carburanti dei trasporti pubblici, ma aggiunge che «Tuttavia, l’azione in altre aree i è meno impressionante e non si fermerà l’aumento di inquinamento atmosferico che minaccia di reclamare  molte altre vite».

Il direttore esecutivo dell’Unep, Achim Steiner, ha sottolineato: «In tutto il mondo, sempre più persone sono colpite dall’inquinamento atmosferico e soffrono per i conseguenti effetti negativi sulla salute. L’attuale risposta globale alla diffusa cattiva qualità dell’aria è insufficiente. Nonostante questa mancanza di una risposta olistica, numerosi Paesi e regioni stanno iniziato efficaci – e conveniente – misure volte a migliorare la qualità dell’aria Gli obiettivi dello sviluppo sostenibile offrono l’opportunità di replicare queste buone pratiche a livello globale e di garantire un’aria più pulita e benefici sociali ed economici in tutto il mondo».

Il rapporto Unep fa l’esempio delle politiche e delle norme in materia di combustibili puliti con le quali i veicoli potrebbe ridurre le loro emissioni del 90%, ma aggiunge che «Solo il 29% dei Paesi del mondo ha adottato norme Euro 4 o superiori per le emissioni dei veicoli. Nel frattempo, meno del 20% cento dei Paesi ha regolamentato la combustione dei rifiuti all’aperto, che è una delle principali cause di inquinamento atmosferico».

Ma ci sono anche cose positive: nel 97% dei Paesi è aumentata la percentuale di famiglie che hanno accesso a combustibili più puliti ad oltre l’85%, una cosa essenziale per far fronte all’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi, che da solo provoca più di 7,5 milioni di morti all’anno.

Almeno 82 Paesi su 193 di quelli analizzati nel rapporto Unep hanno incentivi per promuovere investimenti nelle energie rinnovabili, produzione più pulita, efficienza energetica e/o apparecchiature di controllo dell’inquinamento.  Secondo una ricerca di Unep,  Bloomberg e  Frankfurt School, nel 2015, per la prima volta, le fonti rinnovabili hanno rappresentato la maggior parte della nuova capacità di produzione di energia elettrica in tutto il mondo, con un investimento di 286 miliardi di dollari.

Un secondo rapporto, “A Review of Air Pollution Control in Beijing: 1998-2013”, che ha esamina i tentativi di controllare l’inquinamento atmosferico a Pechino durante  un periodo di 15 anni, ha rilevato un costante miglioramento e una costante tendenza al calo delle concentrazioni di molti inquinanti nocivi.

Nel 2014, la prima Assemblea UNEA aveva chiesto all’Unep di sostenere gli sforzi globali per migliorare la qualità dell’aria e da allora l’Unep ha avviato diversi programmi, tra cui un’iniziativa per sviluppare un sensore a basso costo che può essere utilizzato in tutto il mondo in via di sviluppo per monitorare gli  hotspot dell’inquinamento.

“Actions on Air Quality” si concentra su 10  misure fondamentali per migliorare la qualità dell’aria dimostra che la maggior parte dei Paesi devono  ancora adottare queste azioni politiche per la qualità dell’aria, ma mette in luce molti buoni esempi che possono essere seguiti per combattere l’inquinamento dell’aria in tutto il mondo:

Più di 3 miliardi di persone per cucinare utilizzano ancora combustibili solidi e stufe inefficienti, ma le Seychelles sono state in grado di migliorare la qualità dell’aria negli ambienti chiusi passando in  tutto il Paese dai combustibili solidi e dalle cucine inefficienti al gas di petrolio liquefatto.

Solo un quarto dei Paesi hanno standard avanzati per combustibili e veicoli, che possono ridurre in modo significativo l’inquinamento da particolato, soprattutto nelle città. Kenya, Uganda, Tanzania, Burundi e Ruanda, ha deciso che, dal primo gennaio 2015, sono permessi solo  carburanti a basso di zolfo. Se accolte, norme per i veicoli simili a queste ridurrebbe le emissioni dei veicoli di oltre il 90%.

Le auto elettriche sono stati in aumento grazie alle strategie sviluppate in molti Paesi in tutto il mondo. Un terzo di tutte le automobili acquistate in Norvegia sono elettriche, grazie agli incentivi istituiti dal governo.

Alcuni Paesi e città sono hanno aumentato il riciclaggio dei rifiuti, riducendo la necessità di bruciarli. In Brasile, per esempio, in milioni di ettari di terra si sta attuando l’agricoltura conservativa, che lascia residui colturali dei raccolti precedenti sul terreno, piuttosto che bruciarli.

La maggior parte dei Paesi di tutto il mondo ha approvato standard nazionali di qualità dell’aria. L’India, che ha una pessima qualità dell’aria in molte città, ha approvato leggi e regolamenti sulla qualità dell’aria e anche una strategia per attuarli.

Lo studio su Pechino, effettuato dall’Unep e dall’Ufficio municipale della protezione ambientale di Pechino,  ha scoperto che i livelli di monossido di carbonio e zolfo sono ora al di sotto dei limiti stabiliti dalle normative cinesi, mentre il biossido di azoto e il particolato sono dieci volte superiori a quanto previsto dalle norme. Un trend comunque positivo che dipende da una diminuzione del consumo di carbone nell’industria energetica e da un calo delle emissioni dei veicoli derivanti da ferre misure di controllo. L’uso del carbone è sceso da un picco di 9 milioni di tonnellate nel 2005 a 6,44 milioni di tonnellate nel 2013, mentre nel 2013 i livelli di monossido di carbonio erano diminuiti del 76% rispetto al 1998.

Chen Tian, ​​direttore generale dell’Ufficio municipale della protezione ambientale di Pechino, evidenzia: «Anche se i programmi di controllo dell’inquinamento atmosferico di Pechino hanno fatto notevoli progressi, la qualità dell’ambiente è lungi dall’essere soddisfacente. Continueremo ad esplorare approcci che potrebbero funzionare in modo efficace per migliorare l’ambiente in questa regione».

All’UNEA2 s di Nairobi è stata presentato da Unep, Climate and Clean Air Coalition (CCAC)  e Art of Change 21  il Maskbook project «un modo innovativo per aumentare la consapevolezza globale sull’inquinamento atmosferico e l’azione climatica»

Maskbook  è un’app gratuita per smartphone per creare maschere digitali, contribuendo così a un’opera collettiva globale e a un progetto per mobilitare il mondo in difesa della salute e  del clima dall’inquinamento dell’aria.

Maskbook project  organizza anche mostre e workshop nelle comunità e in città come Pechino e Nairobi per sensibilizzare l’opinione pubblica e,. in collaborazione con Ccac fornisce informazioni su come proteggere al meglio le comunità dagli  inquinanti atmosferici pericolosi, migliorando  le stufe per cucinare e scoraggiando la combustione di rifiuti domestici e agricoli.

Helena Molin Valdes,  dell’Unep, conclude: «Usare l’arte per aumentare la consapevolezza è per noi un modo unico e coinvolgente raggiungere le comunità per informarle delle soluzioni disponibili per ridurre l’inquinamento atmosferico e come queste azioni possono anche ridurre il riscaldamento globale.  Le maschere create sono meravigliose opere d’arte, ma dobbiamo ricordare che le maschere non possono proteggere le persone dall’inquinamento atmosferico, possiamo proteggere le persone solo se  ci sbarazziamo di questi inquinanti atmosferici pericolosi e per farlo avremo bisogno sforzi a livello locale,  nazionale e globale».