Unep: un mondo pulito e sostenibile ricicla e riutilizza la plastica

[24 giugno 2014]

Il direttore generale dell’United Nations environment programme (Unep),  Achim Steiner,  ha detto che «E’ essenziale che tutti i Paesi contribuiscano a costruire una società sana in un ambiente sano, riciclando la plastica».

Intervenendo a Nairobi al primo summit dell’United Nations Environment Assembly (Unea), Steiner ha ricordato che «Le plastiche giocano ormai un ruolo fondamentale nello stile di vita moderno, tuttavia l’impatto ambientale del modo in cui noi utilizziamo questi prodotti non può essere ignorato». Sta infatti crescendo la preoccupazione per la minaccia rappresenta dai rifiuti di plastica per la vita marina e stime prudenti parlano di danni economici per 13 milioni di dollari che la pessima gestione del ciclo di vita della plastica sta producendo agli ambienti marini. L’Unep evidenzia che «Ridurre, riciclare e ripensare i prodotti che utilizzano plastica potrebbe portare numerosi vantaggi in termini di green economy, in termn mine di riduzione dei danni economici sugli ecosistemi marini ed in termini di economia del turismo e della pesca».

La direttrice scientifica dell’Unep, Jaqueline McGlade, ha rivelato che «200 milioni di tonnellate di  rifiuti vengono sversati ogni anno negli oceani, provocando dei gravi pregiudizi per numerose persone che non ne sono coscienti. 70 milioni di persone muoiono ogni anno per l’inquinamento dell’aria, il che ha spinto i governi ad agire».

Il  presidente della  prima conferenza Unea, il ministro dell’ambiente e dello sviluppo economico della Mongolia, Oyun Sanjaasuren, ha chiesto di finanziare la ricerca scientifica per aiutare a risolvere I problemi ambientali nel mondo e ha detto che i governi «Devono finirla di gettare i rifiuti in acqua, per salvare le vite dei pesci e di coloro che vivono di quelle acque».

Presentando lo Year Book 2014 dell’Unep, la McGlade ha detto che «Il costo totale in capitale naturale dell’utilizzo della plastica nel settore dei beni di consumo raggiunge ogni anno i 75 miliardi di dollari, un impatto finanziario che tiene conto delle questioni dell’inquinamento marino così come dell’inquinamento dell’aria causato dall’incenerimento delle plastiche», quindi due problemi che si potrebbero ridurre di molto cpon il riciclo ed il riuso delle plastiche, anche perché «Il 30% di questi costi sono dovuti alle emissioni di gas serra durante l’estrazione e il trattamento delle materie prime».

Il rapporto Unep Valuing Plastic , redatto da Plastic Disclosure Project  specifica che «L’inquinamento marino costituisce il principale costo a valle e la cifra di 13 miliardi di dollari è probabilmente molto sotto-stimata».

Una delle problematiche emergenti è quella delle microsfere di plastica nei dentifrice, gel e prodotti per la pulizia che dopo l’uso finiscono direttamente negli oceani, nei laghi e nei fiumi, rappresentando una minaccia per gli organismi acquatici, anche per le gigantesche balene.

Visto che la tendenza mondiale, anche per l’aumento della popolazione, va verso un maggior consumo di plastica l’Unep chiede a tutti di ridurre la produzione di rifiuti  e  Valuing Plastic  sottolinea che le imprese produttrici di beni di consumo risparmiano  4 miliardi di dollari all’anno grazie alla buona gestione della plastica, in particolare utilizzando quella riciclata, ma sono ancora troppo poche le imprese che lo fanno.

Andrew Russell, direttore dl Pdp, ha detto che «La ricerca dimostra l’importanza per l’imprese di fornire  la loro impronta plastica nella stessa maniera in cui lo fanno per il carbonio, l’acqua e le foreste. Misurando, gestendo e rapportando l’utilizzo e la disposizione della plastica attraverso il Pdp, le imprese possono attenuare i rischi, massimizzare le opportunità e diventare efficienti e sostenibili».