Valle del Sacco (Lazio), «Bonifiche ferme e scarsi controlli nonostante l’inquinamento grave»

Legambiente chiede l’intervento della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti

[12 marzo 2015]

Nella passata legislatura, la gravità e la rilevanza della situazione nella Valle del Sacco aveva portato la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti  a inserirla nella relazione approvata nel dicembre 2012 sulle Bonifiche dei siti contaminati in Italia per «I ritardi nell’attuazione degli interventi e i profili di illegalità», eppure, dopo tre anni dall’approvazione del documento, secondo Legambiente «Le criticità rimangono praticamente le stesse».

Il Cigno Verde oggi denuncia che «A dieci anni dall’istituzione del Sito di interesse nazionale le attività di bonifica sono praticamente ferme e in molti casi non è stata effettuata nemmeno la messa in sicurezza delle aree, a fronte di un inquinamento grave e diffuso non solo nell’area industriale ma lungo il corso d’acqua e nei terreni circostanti».

Per questo Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, e Roberto Scacchi, presidente regionale dell’associazione hanno scritto  ad Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, per segnalare, punto per punto, «i ritardi e le inefficienze che hanno condannato quest’area ad una pressoché immobile situazione di criticità: dall’insensato passaggio di competenza dal Ministero dell’Ambiente alla Regione (decreto ministeriale 11.01.2013), alla mancata perimetrazione dell’area, dall’assenza del registro dei tumori della provincia di Frosinone ai mancati controlli degli scarichi abusivi nel fiume e ai problemi del depuratore inter-consortile della piana industriale di Anagni».

Cogliati Dezza e Scacchi concludono: «Alla luce di quanto espresso, chiediamo che la Valle del Sacco diventi una vertenza di rilevanza nazionale e che venga rimessa al centro dei lavori della Commissione con una indagine ad hoc per rilevare le questioni ancora aperte e le criticità presenti, attraverso una attività di analisi e di interlocuzione e consultazione dei diversi attori istituzionali e non che vivono e operano su quel territorio. Legambiente darà il suo contributo di idee e proposte».