Possibili enormi ricadute positive per cancro, malattie mitiocondriali rare e diabete

L’invecchiamento può essere una condizione reversibile?

Risultati sorprendenti di una ricerca australiana

[20 dicembre 2013]

Un team di ricercatori australiani dell’università del New South Wales (Unsw)  è convinto di aver trovato una causa dell’ invecchiamento negli animali che può essere invertita, «Aprendo forse la strada a nuovi trattamenti per le malattie legate all’età tra cui il cancro, il diabete di tipo 2, l’atrofia muscolare e le malattie infiammatorie». I ricercatori sperano di avviare la sperimentazione sull’uomo alla fine del prossimo anno.

Lo studio (Declining NAD+ Induces a Pseudohypoxic State Disrupting Nuclear-Mitochondrial Communication during Aging), pubblicato su Cell  riguarda i mitocondri, che sono le batterie delle nostre cellule e che danno l’energia per svolgere funzioni biologiche fondamentali.

Il team della facoltà di medicina dell’ Unsw diretto da David Sinclair, ha trovato una serie di eventi molecolari che consentono la comunicazione all’interno delle cellule tra mitocondri e nucleo. Quando la comunicazione si interrompe, l’invecchiamento accelera.

Sinclair, un genetista che lavora anche all’Harvard Medical School ed  ha recentemente co-fondato l’impresa Metrobiotech per sfruttare la scoperta e che è consulente di aziende come Cohbar, OvaScience, HorizonScience, Segterra, MetroBiotech e GlaxoSmithKline,  spiega che «Il processo di invecchiamento che abbiamo scoperto è come una coppia sposata: quando sono giovani, comunicano bene, ma col passare del tempo, vivendo in stretto contatto per molti anni, la comunicazione si interrompe. E proprio come una coppia, ripristinando la comunicazione il problema è risolto».

La ricerca è partita dalla convinzione che con l’età, i livelli di Nad (Nicotinamide adenine dinucleotide) inneschino questo declino della comunicazione. Fino ad ora, l’unico modo per rallentare il calo del Nad era quello di limitare le calorie e fare un intenso esercizio fisico, ma in questo studio i ricercatori hanno utilizzato un composto che le cellule  trasformano in Nad per riparare la rete rotta e ripristinare rapidamente la comunicazione e la funzione mitocondriale. Un composto che imita gli effetti della dieta e dell’esercizio fisico.

Mentre il gruppo del professor Sinclair all’Harvard Medical School a Boston stava lavorando sui muscoli con una coltura tissutale, gli australiani dell’Unsw a Sydney lavoravano su modelli animali per dimostrare che si potevano vere gli stessi risultati.

Nigel Turner, del dipartimento di farmacologia della Unsw, dice: «E ‘stato scioccante quanto accada velocemente. Se il composto viene somministrato abbastanza presto nel processo di invecchiamento, in appena una settimana, i muscoli dei topi più anziani erano indistinguibili da quelli degli animali più giovani».

I topi sui quali è stato sperimentato il composto avevano due anni ed i risultati sono stati eccezionali anche sulla resistenza all’insulina ed all’infiammazione, entrambe correlate all’invecchiamento. Poi gli animali testati sono stati confrontati topi di 6 mesi. Turner evidenzia che «C’è stato un effetto molto pronunciato. E’ come se per alcune caratteristiche un sessantenne fosse simile ad un  ventenne»

I topi più giovani ai quali e è stato somministrato il composto erano «Sovraccarichi di energia al di sopra del normale – dice Turner – Quindi è possibile che questo avrebbe effetti positivi su sani e giovani esseri umani».

Un aspetto particolarmente importante di questa ricerca riguarda l’HIF-1, una molecola invasiva che impedisce la comunicazione, ma svolge anche un ruolo nel cancro. «È noto da tempo che molti cancri vengono innescati dall’HIF-1 – sottolineano all’Unsw – ora questa ricerca ha trovato che si innesca anche durante l’invecchiamento».

Sinclair spiega ancora: «Durante il nostro processo di invecchiamento diventiamo simili al cancro. In precedenza nessuno aveva mai collegato così  il cancro e l’invecchiamento. Questo potrebbe spiegare perché il rischio di cancro è maggiore con avanzare dell’età».

Ora i ricercatori stanno esaminando i risultati a lungo termine che il composto Nad produzione ha sui topi, per capire  se potrà essere utilizzato per trattare in modo sicuro le malattie mitiocondriali rare ed altre come il diabete di tipo 1 e 2, ma anche per aumentare la longevità umana in buona salute.

Il team di Sinclair sta studiando la scienza fondamentale dell’ invecchiamento da molti anni, concentrandosi principalmente su un gruppo di geni chiamati sirtuine.  Precedenti studi dal laboratorio di Siclair avevano dimostrato che uno di questi geni, SIRT1, viene attivato dal resveratrolo, un  composto naturale che si trova in piccole quantità nell’uva, nel vino rosso e in alcune noci. Quest’ultima ricerca va oltre, perché attiva tutti e sette i geni della sirtuina. Sinclair conclude: «C’è chiaramente ancora molto lavoro da fare, ma se questi risultati vengono dimostrati, l’invecchiamento può essere una condizione reversibile, se preso in tempo».