Depositati gli atti per esercitare il diritto di prelazione

Isola di Budelli, ora è ufficiale: lo Stato la comprerà per 3 milioni di euro

[7 gennaio 2014]

Il  presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Giuseppe Bonanno, ha depositato presso il Tribunale civile di Tempio Pausania gli atti per l’esercizio del diritto di prelazione sull’isola di Budelli. In una nota il Parco informa che «Gli adempimenti legali portati a termine in questi giorni, relativi al procedimento di asta fallimentare che aveva coinvolto i precedenti proprietari dell’isola, sono stati adottati in ottemperanza alle disposizioni dell’art. 15 della Legge quadro sulle aree protette e alle previsioni dell’art. 1, comma 115, della Legge di stabilità 2014, con cui il parlamento ha manifestato la sua indiscussa volontà di rendere patrimonio dello Stato il simbolo del Parco nazionale e la cui approvazione è giunta a conclusione di una lunga mobilitazione: dalla fine dello scorso mese di ottobre, centomila cittadini e molte personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’ambiente avevano infatti aderito con entusiasmo alla campagna di raccolta firme promossa, attraverso la piattaforma di petizioni Change.org, dall’ex ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde».

La decisione di acquistare  l’Isola di Budelli con uno stanziamento inserito appositamente nella Legge di stabilità 2014 era stato contestato da Legambiente e Fai e da diversi esponenti del Pd e bocciato dalla Commissione ambiente della Camera; lo stesso ministro dell’Ambiente si era mostrato perplesso. Ma alla fine è caduta nel vuoto anche la lettera  che il primo acquirente, il miliardario “ecologista” neozelandese Michael Harte che si era aggiudicata l’isola ad ottobre per 2.940.000 euro, aveva inviato a fine anno al ministro Andrea Orlando e nella quale scriveva che il senso del suo acquisto di Budelli era «Un ecosistema da preservare attraverso la cooperazione tra pubblico e privato».

Secondo Harte ed una parte del mondo ambientalista, lo Stato avrebbe potuto risparmiare 3 milioni di euro e spenderli meglio: «La somma andrebbe a coprire l’acquisto dei terreni, ma non i progetti di ricerca.  Spendere 3 milioni di soldi pubblici per un’isola già supertutelata non mi sembra un modo di fare gli interessi degli italiani. Budelli è da sempre privata e si è conservata integra fino ad oggi: nessun proprietario ha mai messo in atto azioni speculative contro la ricchezza ambientale dell’isola. Non è la proprietà del bene che ne garantisce la conservazione, ma i vincoli dello Stato italiano per l’unicità di quell’ecosistema che non possiamo permetterci di non tutelare e valorizzare anche in futuro». Il ricchissimo neozelandese assicurava di volere che l’Italia avviasse  un progetto di ricerca e in una nota spiegava di aver per questo già messo insieme «Un team di esperti (docenti universitari e biologi marini delle università di Nizza, Sassari e Stanford e membri dell’Enea – Centro ricerche ambiente marino) e si appresta a costituire la fondazione Onlus Budelli – Osservatorio della vita marina, con una dotazione iniziale di un milione di euro e altri fondi da reperire a livello internazionale», con lo scopo di «Gestire progetti di ricerca e protezione dell’ecologia marina dell’isola di Budelli, da estendere al più vasto ecosistema dell’arcipelago della Maddalena e del parco marino delle bocche di Bonifacio, in collaborazione anche con tutti gli enti che si occupano a livello internazionale della tutela dei parchi marini, in particolare la Blue Marine Foundation e la Iunc, International uonion for conservation of nature».

Ha vinto chi ha voluto far riacquisire alla proprietà dello Stato un’isola già protetta da severi vincoli del Parco e dell’Unione europea, così l’Ente Parco, che si era mostrato quasi rassegnato al passaggio di mano da privato a privato ad ottobre, ora esulta e dice che «L’introduzione di un’apposita previsione nella Legge di stabilità 2014 a favore dell’acquisizione da parte dello Stato dell’isola di Budelli è stata possibile grazie alla mobilitazione trasversale di tutte le forze politiche della Commissione bilancio del Senato – ed in particolare all’iniziativa dei senatori di Sinistra ecologia e libertà, che per primi avevano presentato l’emendamento necessario per ottenere dal Governo le risorse finanziarie necessarie a coprire le spese per l’esercizio del diritto di prelazione – e all’orientamento espresso in via definitiva della Commissione bilancio della Camera. L’Ente Parco ringrazia tutte le personalità del mondo dello spettacolo e della cultura che si sono adoperate per supportare la campagna di sensibilizzazione e tutte le associazioni ambientaliste che, con grande determinazione, hanno lavorato in questi mesi».