Joele, muore un migrante italiano. L’europarlamento: «Agire per evitare ulteriori tragedie»

[23 ottobre 2013]

Nel giorno in cui due ragazzi italiani sono stati massacrati nel Kent dai razzisti inglesi al grido «Italiani di merda, ci rubate il lavoro» che riecheggia i marocchini, negri, rumeni di merda… sentiti troppe volte da sprangatori e razzisti italiani liberi di seminare fascismo ed odio in televisione, il Parlamento europeo chiede all’Ue di attivarsi per interrompere le stragi dei migranti.

Una strage alla quale va aggiunto il nome di Joele, un ragazzo italiano ammazzato perché era colpevole di essere andato in Inghilterra ad imparare l’inglese e di aver trovato un lavoro in un ristorante, colpevole di non aver capito che il sonno della ragione genera mostri ormai in tutta Europa e che il letargo della sinistra sta facendo risorgere dalle tombe il fantasma decomposto dell’eterno fascismo, che uccide ogni diversità, anche se ha un giovane volto europeo. Il sogno di Joele era lo stesso dei suoi coetanei eritrei morti annegati a lampedusa, era lo stesso dei suoi avi emigrati nelle americhe o in Eritrea, era lo stesso che è stato pestato e ucciso in un dimenticato ‘900 di immigrazione italiana dagli squadristi ariani, è lo stesso che sputa mentre passano i nostri ragazzi che a centinaia di migliaia vanno a cercare fortuna all’estero mentre la politica da bar urla «Africani di merda, ci rubate il lavoro» a venditori di cianfrusaglie ed a braccianti e manovali in nero per paghe da fame, ai nuovi schiavi di questa Italia e di questa Europa sfigurate dal loro stesso benessere diventato paura.

Oggi, nel giorno in cui piangiamo il migrante italiano Joele, il Parlamento europeo ha finalmente detto ai leader che si riuniranno nel Vertice Ue del 24-25 ottobre, che «Tragedie come l’annegamento dei migranti al largo di Lampedusa devono segnare un punto di svolta per l’Europa. Tali eventi possono essere evitati solo con sforzi coordinati a livello Ue, ispirati dalla solidarietà e dalla responsabilità», che «Gli Stati membri hanno il dovere legale di assistere i migranti in difficoltà in mare» e sottolineato che «L’ingresso legale nell’Ue è preferibile a quello più pericoloso da clandestino».

Secondo gli eurodeputati «Il Parlamento, l’Ue e i suoi Stati membri devono attivarsi maggiormente per evitare ulteriori perdite di vite umane in mare. I deputati esprimono profonda tristezza e rammarico per la tragica perdita di vite al largo di Lampedusa, indicando ancora una volta la necessità per gli Stati membri di rispettare i loro obblighi internazionali di soccorso in mare, per salvare la vita a persone in pericolo».

Nel documento approvato si ricorda che «Lampedusa deve rappresentare un punto di svolta per l’Europa. L’unico modo per evitare un’altra tragedia è di adottare un approccio coordinato, basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, coadiuvato da strumenti comuni». I parlamentari europei sottolineano che «La ricollocazione dei richiedenti asilo è una delle forme più concrete di solidarietà e di condivisione delle responsabilità».

L’Europarlamento «Esorta i paesi terzi a rispettare il diritto internazionale per salvare vite in mare. Gli accordi per gestire la migrazione tra l’Ue e i Paesi di transito dovrebbero rappresentare  una priorità per l’Unione europea nel prossimo futuro, come pure l’assistenza ai paesi d’origine dei migranti». L’ue è stata invitata «A continuare a offrire assistenza umanitaria, finanziaria e politica nelle aree di crisi del Nord Africa e del Medio Oriente, per affrontare la migrazione e la pressione umanitaria alla radice».

Guardando chiaramente alla incredibile situazione italiana della ossi/Fini  gli eurodeputati hanno chiesto «Assistenza umanitaria per i sopravvissuti» ed esortano l’Ue e gli Stati membri «A  modificare o rivedere le normative per garantire che le persone non possano essere punite per aver prestato assistenza a migranti in difficoltà in mare».

Il Parlamento europeo «Appoggia le proposte della Commissione europea per un’operazione di ricerca e salvataggio che copra da Cipro alla Spagna»  e vede l’intenzione di istituire una task-force sui flussi migratori nel Mediterraneo come «Un primo passo verso un approccio più ambizioso». Al Consiglio e alla Commissione Ue è stato chiesto di «Considerare la creazione di un corpo di guardia costiera europeo».

Gli eurodeputati hanno ribadito o che «L’ingresso legale nell’Ue è preferibile a un ingresso irregolare più pericoloso, che potrebbe comportare rischi di traffico di esseri umani e perdita di vite umane» e per questo invitano  l’Ue e gli Stati membri ad «Esaminare gli strumenti disponibili nel quadro della politica dell’Ue in materia di visti e della sua legislazione sulla migrazione dei lavoratori».

Il Parlamento europeo chiede anche «Forti sanzioni penali contro chi facilita il traffico di esseri umani in tutto il territorio UE, un migliore coordinamento dei mezzi e delle risorse dell’Unione europea – compresi quelli a disposizione dell’agenzia per la gestione delle frontiere Frontex (come ad esempio il sistema di sorveglianza delle frontiere Eurosur) e di Europol – per intensificare, insieme con i paesi terzi, la lotta contro le reti criminali dei trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri» e «Più fondi per l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e per Frontex, necessari per aiutare gli Stati membri a far fronte alle emergenze umanitarie e per organizzare operazioni di soccorso in mare».