Ma Kobane è allo stremo e rischia ancora di cadere nelle mani degli jihadisti fascisti

Kobane, la Turchia cede: i Peshmerga irakeni autorizzati a raggiungere la città assediata dall’IS

Gli aerei americani paracadutano armi e rifornimenti per i “comunisti e terroristi” kurdi delle YPG

[20 ottobre 2014]

Alla fine il governo turco ha ceduto alle pressioni dei governi amici, all’indignazione dell’opinione pubblica internazionale ed alle continue manifestazioni dei kurdi turchi e dell’opposizione di sinistra. Secondo un dispaccio emesso dall’agenzia di stampa kurdo-irakena  Rundaw,  il governo turco avrebbe approvato la proposta del governo semi-indipendente del Kurdistan Irakeno  di far passare le sue forze di peshmerga per raggiungere Kobane attraverso la Turchia. La cosa è stata poi confermata dal ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu.

ll Presidente della Regione del Kurdistan  irakeno, Masoud Barzani , aveva chiesto alla Turchia di aprire un corridoio per far transitare i peshmerga per aiutare le milizie YPG del Rojava, il Kurdistan Occidentale siriano. Secondo i  rapporti, «La Turchia ha ora risposto positivamente a questa domanda».

Negli ultimi due giorni il ministri ai Peshmerga Mustafa Seyid Kadir aveva avuto diversi incontri con il partito PYD del Rojava, vicino al Pkk turco e quindi considerato terrorista ia da Ankara che dalla Natio, e con i capi delle forze di autodifesa kurde dell’YPG del Rojava che sono il braccio armato del PYD proprio per discutere di come far arrivare rinforzi a Kobane per rompere definitivamente l’assedio dello Stato Islamico/Daesh.

Secondo Cavusoglu la Turchia avrebbe cambiato atteggiamento perché «Ora ci sono stati circa sette diversi gruppi che combattono fianco a fianco a Kobane contro l’Isis», quindi il nuovo quartier generale congiunto non sarebbe più solo nelle mani dei “comunisti terroristi” del PYD. Ma probabilmente sono i rifornimenti paracadutati stanotte dagli aerei americani per i combattenti YPG di Kobane ad aver fatto cambiare idea ad Ankara, ed ora la Turchia sta valutando se fare altrettanto, mentre fino a poche ore prima il presidente turco  Recep Tayyip Erdogan aveva detto che non avrebbe mai dato armi alle YPG e che non avrebbe sostenuto i tentativi statunitensi di farlo.

In un comunicato le YPg  ricordano che «Gli attacchi dell’ISIS contro Kobane sono ora nel loro 35° giorno, i rapporti  provenienti dal fronte dichiarano che  finora uno degli scontri più intensi della battaglia si è verificato ieri». Secondo la YPG «Ieri le bande dell’ISIS hanno avviato una nuova ondata di attentati, rinforzati da armi e combattenti portati dalle città circostanti. In tutto ieri, il nemico ha sparato molti colpi di mortaio nel centro della città. In serata hanno tentato di effettuare due attacchi suicidi, dopo di che hanno cominciato ad attaccare dai fronti orientali, sud-est e nord-est. Le nostre forze hanno risposto a questi attacchi e li hanno respinti con successo. Diverse aree precedentemente controllate dalle bande sono state riconquistate dalle nostre forze».

Ieri pomeriggio le milizie del Rojava si sono scontrate con  gli jihadisti dello Stato Islamico/Daesh  anche nel villaggio di Zorava, a 5 km ad ovest di i Kobane.

Sempre ieri l’aviazione Usa ha paracadutato su Kobane  rifornimenti  per i combattenti e per la popolazione civile, soprattutto munizioni e medicinali, forniti dal Kurdistan irakeno. Gli oltre 135 attacchi aerei condotti contro i miliziani dello Stato Islamico avrebbero  fatto numerose vittime tra gli islamisti e danneggiato le armi pesanti di cui dispongono. Ma  A kobane la situazione è difficile e per la prima volta anche il comando Kurdo del Rojava ha ammesso che la città potrebbe ancora cadere.

E’ probabilmente per questo che alla fine la Turchia si è (è stata) convinta a far passare i peshmerga e gli americani hanno intensificato i bombardamenti per aiutare l’eroica resistenza delle donne e degli uomini de PYD-YPG che sono l’ultimo baluardo allo sfondamento delle forze fasciste ed oscurantiste nel nord della Siria..