Una lotta iniziata negli anni ’90: tutelati 3 milioni di ettari, un’area grande come il Belgio

La Foresta del grande orso è salva: vittoria in Canada per ambientalisti e nazioni indigene [FOTOGALLERY]

Greenpeace: «Fondamentale passo avanti», unisce natura e mitologia. Gli «orsi spirito» hanno un ruolo molto importante per i nativi

[8 febbraio 2016]

A bear climbs over a fallen tree in the Great Bear Rainforest in British Columbia, Canada

Un testo finalmente unisce il governo della British Columbia con quelli di oltre venti Prime nazioni indigene, per salvaguardare la Foresta del grande orso del Canada, una delle più grandi foreste pluviali temperate del mondo. L’accordo, sostenuto da Greenpeace, Forest Ethics, Sierra Club British Columbia e imprese forestali, sancisce la protezione di tre milioni di ettari di foresta, un territorio grande approssimativamente quanto il Belgio, nonché habitat di lupi, grizzly, uriette marmorizzate, salmoni, rane e del rarissimo orso kermode o «orso spirito», una sottospecie di orso nero che vive lungo le coste centro-settentrionali della Columbia Britannica.

Ora nell’85 per cento della Foresta del grande orso – dettaglia Greenpeace – è proibito il disboscamento: cedri millenari e imponenti pecci di Sitka non dovranno più temere le motoseghe. Ciò eviterà la liberazione nell’atmosfera di circa 640 mila tonnellate di anidride carbonica l’anno, e permetterà alle Prime nazioni, che abitano da sempre queste territori, di vedere riconosciuti i propri diritti. Nel restante 15 per cento del territorio – circa 550 mila ettari – sarà consentita la silvicoltura a fini commerciali, seppur soggetta a uno dei regolamenti più severi al mondo. La lotta per la protezione della Foresta del grande orso è cominciata a fine anni ‘90, quando il 95 per cento del territorio era senza tutele e soggetto a deforestazione. Dopo anni di proteste, sfociate in una campagna di pressione internazionale che ha portato alla cancellazione di contratti milionari con imprese operanti nella Foresta, nel Duemila sono iniziati i negoziati, finalmente coronati da successo.

«Questo accordo rappresenta un fondamentale passo in avanti perché dimostra come il rispetto dei diritti delle popolazioni indigene, la salvaguardia della fauna selvatica, la protezione ambientale e gli interessi economici possano coesistere nel migliore dei modi – sostiene Richard Brooks, coordinatore della Campagna foreste di Greenpeace Canada – Quanto ottenuto consolida il controllo dei popoli indigeni sui loro territori originari, e garantisce l’integrità ecologica di un ricco e antico sistema di boschi ed isole».

Un accordo che riunisce prerogative di tutela ambientale con il profondo legame spirituale che lega i nativi ai loro luoghi della tradizione. Un decimo della popolazione esistente dell’orso kermode è infatti composta da esemplari dalla pelliccia bianca o color crema: per il loro aspetto, gli «orsi spirito» hanno un ruolo molto importante nella mitologia delle Prime nazioni.