Ancora fiamme su Genova: la Liguria brucia d’inverno

[17 gennaio 2017]

Non è durante l’estate ma nel bel mezzo dei mesi inverali che per la Liguria comincia l’assedio degli incendi. I roghi attivi nei dintorni di Genova – per i quali almeno in un caso, a Pegli, si dà per certa la natura dolosa – lo ricordano in queste ore, con autostrade chiuse e centinaia di cittadini sfollati. E dal 1987 al 2014 i roghi che si sono accesi nei mesi di gennaio febbraio e marzo sono stati quelli più pericolosi, avendo registrato 7270 incendi con una superficie percorsa dal fuoco, tra boscata e non boscata, di 77.783 ettari. I mesi estivi, al contrario, hanno registrato invece in questi  27 anni l’innesco di 6182 incendi ed in fumo è andata una superficie pari a 37.971 ettari. L’anno horribilis fu il 1990 dove complessivamente in Liguria bruciarono 20.000 ettari tra superfici boscate e non, mentre sino ad ottobre il 2016 ha visto consumare dal fuoco un migliaio di ettari.

«Il maggior numero di inneschi degli incendi – aggiunge Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – si concentra nel pomeriggio, a partire dalle ore 14.00 sino al calare del Sole. Questo fattore impedisce l’utilizzo dei mezzi aerei per affrontare i fronti degli incendi e lascia il difficile onere ai vigili del fuoco, ai forestali e ai volontari di protezione civile che operano a terra e su strada. Come abbiamo denunciato alcuni mesi fa in occasione di un’altra emergenza incendi temiamo che in futuro si verificheranno condizioni derivanti dai mutamenti climatici in atto che predisporranno il territorio a subire un aumento degli incendi. Vanno accertate le responsabilità, dolose o colpose, ma dietro ad un incendio vi è purtroppo sempre la folle mano dell’uomo. Un’altro dato che preoccupa è che gli incendi sembrano sempre più complicati da gestire, si avvicinano alle zone abitate e in alcuni casi sono richiesti giorni per arrestarli».

Che fare? È necessario, conclude Legambiente Liguria, rafforzare il sistema di prevenzione e monitoraggio del territorio quando si stanno per verificare tali condizioni e prevedere un aumento dei mezzi per un intervento diretto a tutela dei boschi e dei cittadini, incrementando il numero di Canadair (attualmente di stanza sul territorio ligure se ne trova uno solo) per l’immediato intervento a supporto di chi opera a terra per contenere e domare gli incendi.