La nuova tecnologia made in Italy per eliminare l’inquinamento di petrolio in mare in 3 settimane

Minerv Biorecovery è realizzata dall’Iamc CNR ed è basata sulle bioplastiche

[6 giugno 2017]

Si chiama Minerv Biorecovery ed è una nuova tecnologia, basata sulla bioplastica biodegradabile al 100%,  che secondo Bio-on  che l’ha brevettata «Apre scenari senza precedenti per le bonifiche ambientali e nel biorisanamento di inquinamento da idrocarburi (oil-bioremediation). In 3 settimane l’acqua di mare inquinata dal petrolio viene ripulita».

Annunciando il successo delle ricerche realizzate in collaborazione con l’Istituto per l’ambiente marino costiero (Iamc) del CNR di Messina, Marco Astorri, Presidente e CEO di Bio-on, ha sottolineato: «Da oggi offriamo al mondo e al mercato la tecnologia per intervenire in modo efficace, naturale ed ecologico in caso di disastri ambientali come lo sversamento di petrolio in mare. Abbiamo scoperto che le particelle che formano la nostra bioplastica PHAs sono l’ambiente ideale per ospitare speciali microrganismi che eliminano il petrolio dal mare. Ringrazio il ministro per l’ambiente Gian Luca Galletti che cogliendo la portata del nostro brevetto ci ha invitato a presentarla nella cornice di un evento importante come il G7Ambiente e ringrazio The World Bank Group che, in virtù della partnership che abbiamo stretto, ci supporterà per far conoscere i benefici di questa tecnologia per la salvaguardia degli oceani nell’ambito del programma Conntect4Climate».

Minerv Biorecovery si basa su micro polveri, della dimensione di pochi micron e di una forma particolare, realizzate con la bioplastica PHAs, naturale e biodegradabile al 100%. A Bio-on  spiegano che «Le particelle di queste micro polveri, gettate nel mare inquinato, formano una struttura porosa adatta ad ospitare una serie di batteri, presenti naturalmente in ambiente marino, che si nutrono della bioplastica, si moltiplicano e si rafforzano fino ad attaccare il petrolio. I processi biodegradativi si attivano in circa 5 giorni e la frazione degradabile degli idrocarburi (ad esempio il petrolio) viene eliminata in circa 20 giorni». Astorri aggiunge: «E’ la natura che cura se stessa perché la nostra bioplastica, di origine vegetale, serve a proteggere e a nutrire questi batteri accelerando la loro naturale azione». Le micro polveri alla base di Minerv Biorecovery sono biodegradabili al 100% e non rilasciano quindi alcun residuo in mare a differenza di molte soluzioni applicate oggi in questi casi. Il processo di biodegradazione della polvere di PHAs è sufficientemente lento (1-2 mesi a seconda delle condizioni) da permettere l’azione bio-rimediante dei microrganismi che, dopo aver eliminato gli inquinanti, tornano ai normali livelli dell’ambiente marino».

La sperimentazione di Minerv Biorecovery è realizzata dall’Iamc che ha testato, misurato e validato la tecnologia. E’ grazie a questi studi che Bio-on è stata in grado di «definire un’applicazione totalmente nuova, nel campo della oil-bioremediation, un’articolata attività che ha lo scopo di “rimediare” all’impatto negativo sull’ambiente di sversamenti di molecole e prodotti inquinanti, come gli idrocarburi, grazie all’azione metabolica degradante, e biodegradante, di microrganismi. Un’attività svolta da aziende specializzate in bonifiche ambientali, Capitanerie di Porto, Marina Militare, società di navigazione, ecc.». Minerv Biorecovery come tutte le bioplastiche PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sviluppate da Bio-on, è ottenuta da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari, è completamente eco sostenibile e al 100% biodegradabile in modo naturale a temperatura ambiente.

Simone Cappello responsabile del progetto Bioremediation all’Iamc, evidenzia che «Il principio della oil-bioremediation si basa sull’esistenza di microrganismi, batteri in primis, in grado di attaccare la struttura molecolare di molti dei componenti la formulazione naturalmente complessa degli idrocarburi. Questi microrganism sono presenti in ambiente marino ma in condizioni metaboliche, fisiologiche e in quantità non sufficiente a permettere una sostanziale riduzione degli idrocarburi sversati ed è grazie alla bioplastica PHAs che è possibile invece favorire e accelerare un processo altrimenti lunghissimo di trasformazione a CO2, prodotto finale della biodegradazione. L’uso della bioplastica PHAs è inoltre sicuro per l’ambiente e per la fauna marina perché non lascia alcuna traccia».

Astorri annuncia che «Nelle prossime settimane cominceranno ulteriori test nei mari di tutto il mondo: nei porti, nei siti industriali come le raffinerie e nelle cisterne delle più grandi petroliere. L’applicazione di questa nuova tecnologia consentirà la pulizia non solo in caso di eventi disastrosi, ma anche nella quotidiana manutenzione di porti o siti industriali. Siamo orgogliosi di annunciare questa scoperta straordinaria e dare il nostro contributo per proteggere l’ambiente marino. Concederemo in licenza questa tecnologia che è un ulteriore esempio delle molteplici applicazioni realizzabili con le micro polveri in bioplastica PHAs che produrremo nello stabilimento di Castel San Pietro Terme (Bologna) a partire dal 2018. Continueremo ad ampliare ancora di più la nostra presenza diretta nei settori della bioremediation, cosmetica, biomedicina e nano-medicina. Lavorare con l’Iamc, eccellenza mondiale nel settore delle ricerche marine, ci riempie di orgoglio».