La Regione Toscana contro spreco e povertà alimentare, paradosso moderno

[30 settembre 2015]

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Si stima che in Italia finiscano ogni anno nella spazzatura alimenti per 8,7 miliardi di euro, mentre al contempo – come testimonia anche l’ultimo rapporto Caritas – il numero delle persone afflitte da povertà assoluta è più che raddoppiato in questi anni di crisi, passando dal 3,1% del totale nel pre-recessione al 6,8% della popolazione italiana nel 2014. Un paradosso e un’onta morale, sociale, ambientale ed economica, che la Regione Toscana tenta di lenire attraverso interventi per la redistribuzione delle eccedenze alimentari.

Su proposta dell’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi,  il nuovo programma di interventi per il triennio 2015-17 pone obiettivi molteplici. «Punto di partenza – dichiara Saccardi – è lo sviluppo effettivo della redistribuzione dei prodotti alimentari a sostegno delle fasce deboli della popolazione. Parallelamente con azioni ad hoc miriamo a promuovere la diffusione di una corretta cultura dell’alimentazione. Inoltre, se è già attivo un tavolo di consultazione tra vari soggetti sia pubblici che del privato sociale, come Caritas e Banco alimentare, stiamo lavorando per intensificarne l’attività insieme al coinvolgimento della grande distribuzione alimentare e della ristorazione collettiva. Vanno infatti supportati gli enti che si impegnano sul territorio per ridurre le preoccupazioni del reperimento di prodotti alimentari tra le fasce disagiate».

Il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari sono anche l’oggetto di un accordo che la Regione ha sottoscritto nel marzo di quest’anno con l’Azienda regionale per il diritto allo studio e con i Comuni di Firenze, Pisa e Siena per le mense universitarie dei tre atenei (con Pisa che ha fatto da apripista con il suo Progetto Homeless). Un accordo esteso anche alle mense regionali, a partire da quella di Novoli, per distribuire il cibo in eccedenza ai più bisognosi grazie alla collaborazione tra il gestore Camst, il Banco Alimentare che gestisce il recupero del cibo e la Caritas che lo mette a disposizione delle fasce deboli attraverso le proprie strutture.

Insieme al programma del nuovo triennio, la Regione ha anche approvato lo schema tipo di convenzione che dovrà essere sottoscritto tra Regione Toscana e soggetti del terzo settore per realizzare le azioni previste, e affidato all’Osservatorio sociale regionale il compito produrre una mappatura completa di quanti si impegnano sia sul fronte del recupero delle eccedenze alimentari che della loro redistribuzione.

«L’emergenza della povertà alimentare – osserva Saccardi – può essere contrastata salvando le eccedenze dallo spreco, impedendo che queste diventino rifiuti e redistribuendole gratuitamente alle persone indigenti. Perdite e sprechi alimentari sollevano infatti questioni rilevanti di carattere sociale, oltre agli impatti negativi ambientali ed economici». Invertire davvero la rotta prevede la revisione dell’intero modello di consumo alimentare, a partire dalla produzione fino ad arrivare alla tavola del singolo consumatore. Un compito necessario quanto immane, che la Regione però non può pensare di affrontare, neanche per quanto possibile a livello locale, con lo stanziamento previsto dal nuovo programma d’interventi: 100mila euro per l’anno 2015. Si tratta di un inizio, ma è importante fare di più.