La Robin Tax di Tremonti è incostituzionale (7 anni dopo)

[11 febbraio 2015]

Doveva andare a pescare soldi nelle tasche della ricca industria energetica per darli ai poveri consumatori, e invece è finita nel cestino della giurisprudenza (dopo la non trascurabile accusa di aver comunque provocato ricarichi in bolletta, proprio per i consumatori). È l’amaro destino riservato alla cosiddetta Robin Tax di tremontiana memoria, introdotta nel 2008 durante il governo Berlusconi, e bocciata (dopo 7 anni in cui è rimasta in vigore) dalla Corte Costituzionale con una sentenza che l’ha giudicata illegittima.

Nello specifico la Consulta ha stabilito che l’illegittimità costituzionale dell’articolo 81, commi 16, 17 e 18 del DL 112/2008 convertito con legge 133/2008, e successive modificazioni, scatterà a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale, evitando quindi restituzioni e rimborsi con un effetto retroattivo che avrebbe pesato come un macigno sui conti pubblici in questo frangente di particolare difficoltà economica. Ciò non toglie che allo Stato verrà a mancare un gettito annuale valutato in circa 1 miliardo di euro l’anno.

Le riflessioni più amare si sviluppano però attorno all’italico modo di legiferare, che persiste negli anni (e nei governi) nella sua dimensione farsesca. «La semplificazione della normativa e l’emanazione di regole certe – commentano a caldo da Anev, l’associazione nazionale energia del vento – che devono essere alla base del funzionamento di un settore industriale sano e con grandi potenzialità, come l’eolico, che ad oggi rischia il collasso. Tale incertezza comporta la fuga degli investimenti all’estero, la perdita di credibilità del Paese e la perdita di posti di lavoro». Le stesse accuse che sono state ripresentate al governo Renzi in occasione, da ultimo, dell’approvazione dello spalma-incentivi (retroattivo) per le rinnovabili.

Ma se gioiscono i produttori di energia eolica (e rinnovabile in generale), il venir meno dell’addizionale Ires (Imposta sul reddito delle società) dopo la decisione della Corte Costituzionale, l’addio alla Robin Tax favorisce anche l’industria energetica tradizionale, quella basata sugli idrocarburi. Un fatto che torna a rimarcare l’incapacità dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni di scegliere su quale modello di sviluppo inserire il destino dell’Italia: ma questa è un’altra, lunghissima, storia.