La Toscana chiederà all’Ue di aprire la caccia allo storno

L’assessore Salvadori: «Dopo cinghiale e capriolo è la specie che causa più danni all’agricoltura»

[24 gennaio 2014]

Oggi il convegno “Conoscenze toscane sulla fauna migratoria – Studi scientifici a confronto” promosso dalla Regione  Toscana a Firenze si è fatto il punto della situazione sulla fauna migratoria in Toscana, presentando, tra l’altro, i dati raccolti da oltre 20 anni in materia.

Dopo l’introduzione dell’assessore all’Agricoltura, caccia e pesca, Gianni Salvadori, è intervenuto Emilio Baldaccini dell’università di Pisa- CIRSeMAF – Università di Firenze, che ha parlato de “L’ornitofauna venatoria in Toscana: considerazioni sulle attività faunistiche e venatorie”. La relazione di Luca Puglisi del Centro ornitologico Toscano, è stata sul tema “Trenta anni di monitoraggio della fauna svernante e nidificante in Toscana”, mentre Lorenzo Vanni, dell’Università di Pisa, ha parlato delle “Recenti attività di ricerca sulla migrazione dei caradiformi alle Lame di San Rossore”.

Le due relazioni finali sono state a cura di Fernando Spina, dell’Ispra, sul tema “Principi per un prelievo venatorio dell’avifauna migratoria che sia pienamente rispondente ai dettati della direttiva Ue 2009/147”, e di Manuel Esparrago, della Federation of Associations for Hunting and Conservation of the European Union,  che ha parlato de “la direttiva 2009-147 della Ue e la sua corretta applicazione”.

Esparrago è responsabile “affari politici” della Face, c he raccoglie le associazioni venatorie dell’Ue, e quindi  l’iniziativa da lui conclusa non poteva che discutere molto dei  principi per un prelievo venatorio dell’avifauna migratoria che sia rispondente ai dettati della Direttiva Ue sulla conservazione degli uccelli selvatici

Salvadori  nel suo intervento ha sottolineato: «Proseguiremo su questa strada, la strada di una seria conoscenza scientifica, anche per poter costruire i calendari venatori» ed ha confermato «La  volontà della Regione Toscana di accelerare il passo per chiedere all’Unione Europea la cacciabilità dello storno», perché «Dopo il cinghiale e il capriolo, lo storno è la specie che causa più danni all’agricoltura toscana: danni gravi e inaccettabili»

In una noa a chiusura della manifestazione la Regione Toscana ricorda che «Nel settore della ricerca scientifica sugli uccelli, da oltre 20 anni, in una regione che per la sua posizione geografica riveste una funzione chiave presentando molte aree ornitologicamente rilevanti, è operativo il Centro Ornitologico Toscano (Cot) che coordina l’attività di ornitologi, volontari e professionisti, presenti sul territorio. I dati raccolti nei progetti Cot (fra questi un monitoraggio degli uccelli notturni, uno studio sui gabbiani nelle città, un atlante sugli uccelli in inverno, uno sugli uccelli nidificanti) sono archiviati in una  banca dati elettronica  che costituisce una preziosa fonte di informazioni georeferenziate sull’intera Toscana».