Lagarde (Fmi): «Crisi ucraina con conseguenze economiche imprevedibili»

Non bastano 12,3 miliardi di euro per far uscire il Paese dalla bancarotta

[12 maggio 2014]

Mentre i referendum autogestiti (ma indubbiamente partecipati) organizzati dai filo-russi  nell’Ucraina orientale danno una schiacciante vittoria all’indipendenza – che significherebbe annessione alla Federazione della Russia -, e mentre l’Europa approva sanzioni contro due società della Crimea confermando il suo appoggio al governo di destra di Kiev (con americani e russi si scambiano accuse di aver infiltrato in Ucraina reparti speciali in aiuto delle opposte fazioni), la presidente del Fondo monetario internazionale (Fmi), la Francese Christine Lagarde, in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt spiega chi dovrà accollarsi il costo dell’avventura Ucraina e della bancarotta di Kiev.

«La crisi in Ucraina è gravida di conseguenze economiche gravi ed imprevedibili – ha detto la Lagarde – la crisi in Ucraina costituisce un pericolo che possiamo ancora molto difficilmente misurare, e il cui rischio di contagio ad altri Paesi non è ancora prevedibile. Può avere però pesanti conseguenze economiche».

La presidente dell’Fmi fa capire che queste conseguenze saranno tutte a carico dell’Occidente, e che il programma di aiuti da 12,3 miliardi di euro che il Fmi ha avviato per l’Ucraina in cambio di pesanti tagli ad un welfare già praticamente ridotto all’osso, non sarà sufficiente.

«L’Ucraina ha bisogno di ben più di 17 miliardi di dollari – ha detto la Lagarde – Per esempio, sotto forma di aiuti bilaterali provenienti dall’estero o di aiuti finanziari da parte di altre organizzazioni finanziarie internazionali». Sarà difficile,  visto il caos ucraino e che la parte più sviluppata dell’Ucraina sembra ancora, almeno politicamente, saldamente in mano ai filo-russi, ma la presidente dell’Fmi è convinta che «la comunità internazionale non ha scelta. Non possiamo semplicemente dire che la situazione è troppo delicata per poter dare subito del denaro».

Insomma, la nuova guerra fredda tra Usa e Russia potrebbe costare molto caro all’imprudente Unione europea, che sembra giocare con mazzi di carte dati da altri.