L’architetto, il sindaco e il porto: «Stravolgerà l’immagine di Marciana Marina»

Ma dal Comune «Chiusura di principio a qualunque osservazione critica»

[26 settembre 2016]

Porto

A Marciana Marina, il più piccolo Comune dell’Elba e della Toscana, la discussione sul piano/progetto del porto turistico ha infiammato l’estate con il blitz di Goletta Verde, il successo della raccolta di firme da parte del comitato cittadino, gli interventi dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Toscana, la performance artistica dell’artista marinese/newyorkese Riccardo Mazze e la parziale marcia indietro del sindaco di Forza Italia, Andrea Ciumei, che sembrava aprire al dialogo con un concorso di idee, ma che  alla fine si è rivelato poco più di un bluff, per cercare di rabbonire un’opposizione crescente e trasversale, visto che il “concorso” dovrebbe riguardare le 4 ipotesi presentate dalla Giunta comunale e osteggiate praticamente da tutti.

A fare il punto sulla situazione è arrivata una lettera “pesante”, vista che a inviarla al Ciumei è stato l’architetto Piero Baracchi, molto noto a Marciana Marina essere stato, come lui stesso premette, negli anni 1989/92  progettista e direttore dei lavori della “Residenza il Porto”, una “compensazione” per lo spostamento della fabbrica SIE di inscatolamento del pesce (chiusa una decina di anni dopo) che venne osteggiato dall’allora Partito comunista italiano. Quindi Baracchi non può certo essere accusato di “complicità col nemico”, visto che nella lettera continua a difendere quella  «opera nella quale penso di aver introdotto un linguaggio architettonico innovativo pur nel rispetto della tradizione locale, di aver conservato la dimensione umana dell’architettura, di aver curato il “particolare”  insieme all’armonia del complesso».

L’architetto è un appassionato del mare, da sempre velista e vecchio socio del Circolo della Vela di Marciana Marina (CVMM) e sottolinea: «conosco il porto esistente di Marciana Marina piuttosto bene ( ho assistito anche a numerose mareggiate con problemi ai natanti ), che ho percorso parecchi mari e visitato molti porti del Mediterraneo e fuori da esso». Inoltre Baracchi assicura che «Per mia natura e per mestiere sono portato alla innovazione e alla progettualità, intese a migliorare lo stato delle cose, piuttosto che alla conservazione». Insomma, scrive Baracchi «Sono un appassionato di Marciana Marina che frequento dal 1970, e questa estate ho avuto la fortuna di poterle dedicare un lungo periodo di vacanza, periodo nel quale ho avuto modo di ponderare, anche a seguito di conversazioni con altri cittadini, sul progetto di porto diventato l’emblema della Sua Amministrazione» e per questo non può esimermi dal comunicare al Sindaco le sue considerazioni sul Porto che somigliano in maniera impressionante a quelle di Legambiente e Italia Nostra, del Comitato per il porto e dell’opposizione consiliare.

Ecco cosa scrive l’architetto: «Ogni progetto va commisurato ad obiettivi. Il porto attuale di Marciana Marina presenta alcune criticità che devono essere risolte, ma non è emersa alcuna esigenza per la creazione di un  “porto nuovo”. Marciana Marina rimarrà sempre un luogo di passaggio su rotte  che portano alla Corsica, alla Sardegna, alle altre isole dell’Arcipelago. Vi sono numerose località  sulla terraferma che meglio si prestano, grazie ai  più facili ed economici collegamenti, ad avere porti che possono essere utilizzati per linee navali, per il rimessaggio o per la cantieristica  o per il commercio ( o per iniziative di speculazione edilizia…). Marciana Marina ha la peculiarità e la fortuna di essere un luogo pittoresco che grazie al suo fascino attira un turismo di élite,  in crescita,  e qualunque modifica al porto deve garantire questa immagine. A questo proposito devo osservare che il sopralzo di una parte della diga con manufatti in c.a., oltre che inspiegabile da un punto di vista tecnico, è stato un vero obbrobrio. Dunque  il progetto deve, a mio parere prioritariamente ed urgentemente, prevedere la protezione  dell’approdo dal Grecale e dalla sua risacca, prevedere lo spostamento della stazione carburanti vicino alla imboccatura, riordinare  i pontili e i posti barca secondo un disegno complessivo che eviti sprechi di spazio e incroci di percorsi. Vi sono poi attrezzature e servizi collaterali che con l’occasione dovranno essere adeguati».

Ma «Prescindendo dalle opere previste dal Suo progetto che non intendono raggiungere i 3 obiettivi da me elencati ma perseguono la realizzazione di un porto nuovo, osservo che, a quanto mi è parso capire leggendo  i disegni,  la creazione di un piazzale per il movimento delle autocisterne appare del tutto inutile (immagino che si possa effettuare il carico del carburante anche da una certa distanza con tubazioni interrate), lo spostamento delle gru di alaggio dalla attuale posizione ad una più prossima alla Torre appare un nonsenso (dragare il fondo? gru telescopiche?…), la creazione di una passeggiata lungomare su palafitte appare sovradimensionata ed eccessiva rispetto alla attuale natura pittoresca di Marciana Marina, mentre, a mio parere, sarebbe necessario un intervento di riordino architettonico e di ripensamento dell’arredo urbano di tutta la zona a terra».

Nella lettera a Ciumei Baracchi evidenzia anche problemi ecomnomici/gestionali: «Il Suo progetto mette in gioco cospicue quantità di denaro, da cui è difficile vedere un ritorno per i cittadini. Si tratta di denaro pubblico, di tutti noi, che non deve essere sprecato con la realizzazione di cattedrali nel deserto, la Cassa del Mezzogiorno ha fatto scuola. Con quei soldi vi sarebbero molte iniziative che la Sua Amministrazione (insieme alle altre dell’Isola)  potrebbe mettere ancora in atto per agevolare il turismo e le strutture alberghiere, sviluppare sport e attività marine, prolungare la stagione turistica attirando clienti fuori dai mesi canonici, proteggere il territorio, conservare gli edifici e gli angoli di pregio…: solo in questo modo, certamente meno roboante e molto più faticoso, alla lunga sarà possibile incrementare la occupazione e avere un ritorno economico reale per i residenti preservando la bellezza di Marciana Marina Il meccanismo congegnato per appaltare i lavori del porto e affidarne la gestione ad un unico concessionario va contro l’interesse della collettività. L’esperienza insegna che la gestione del porto deve essere separata dall’appalto dei lavori e, soprattutto, l’esperienza insegna che avere un gestore unico vorrebbe dire mettersi un cappio al collo e rimanere per sempre alla sua mercé».

L’architetto coglie l’occasione per osservare che «Molte località di mare prestigiose si fregiano di un proprio Club Nautico attraverso il quale promuovono iniziative che richiamano pubblico e turisti, mentre è curioso che il Sindaco di Marciana Marina non consideri il nostro CVMM , con una lunga esperienza di gestioni e un bel gruppo di dipendenti già sul campo, una risorsa da sfruttare positivamente e sembri piuttosto cercare di metterlo fuori gioco. Avere più concessionari, uno ovviamente il CVMM, garantirebbe tariffe concorrenziali e quindi tutelerebbe gli interessi degli utenti, senza diminuire gli introiti del Comune».

La prima lettera al sindaco si conclude con altre  osservazioni al suo o progetto e di interesse generale che anche in questo caso sono le stesse presentate da Italia Nostra e Legambiente, che difficilmente Baracchi ha letto: «Nel materiale relativo al Suo progetto non ho trovato uno studio sulle correnti, sicuramente c’è e mi è sfuggito. Vista la rapidità con cui si è formata la  spiaggia interna  All’attuale porto è facile prevedere un  altrettanto rapido intasamento anche dell’imboccatura del Suo, qualora  venisse realizzato. Non sono un esperto della materia, ma penso che la protezione dal  vento di nordest  si potrebbe ottenere preferibilmente  con un  frangiflutti parallelo alla riva; A mio parere l’utilizzo a scopo balneare della spiaggia di cui sopra, interna ad una area portuale, è assolutamente antiigienico e non dovrebbe più  essere tollerato. Una porzione di quella spiaggia dovrebbe essere invece riservata alle derive di residenti e villeggianti. Oramai tutti i Comuni vietano la sosta e l’alaggio delle derive sulle spiagge e la pratica della vela più sportiva e praticata dai giovani diventa  assai  difficile: prevedete dunque uno spazio dedicato almeno all’interno del porto; La zona dell’avanporto è attualmente utilizzata da imbarcazioni che ormeggiano nel caos assoluto, spesso  intralciando il movimento di chi entra ed esce dal porto. Si dovrebbe pensare di predisporre in quella zona un campo di boe di ormeggio ordinato ed obbligatorio»

Concludendo la prima lettera, l’architetto rivolge un invito al sindaco a «Ripensare  in toto il progetto che  ha avviato ponendosi obiettivi più consoni alle caratteristiche di Marciana Marina, ascoltando il pensiero dei tanti amici di Marciana Marina,  nell’interesse dei suoi cittadini, e di tutti quelli che la frequentano con amore da tanti anni».

Dalla successiva lettera al sindaco si evince che le argomentazioni di Baracchi devono aver fatto una qualche breccia, visto che tra sindaco e architetto c’è stata una lunga chiacchierata telefonica: «Da essa ho tratto l’impressione che Lei abbia intrapreso una iniziativa ambiziosa – scrive Baracchi – adeguare il porto, e che si sia affidato a collaboratori + consulenti + imprenditori che hanno prodotto un Piano Urbanistico ed un Progetto di un porto che, mirati ad obiettivi diversi dalla soluzione delle criticità esistenti, portano a stravolgere l’immagine di Marciana Marina. Posso  comprendere la Sua tenacia nel sostenere che il progetto in tutte le sue pieghe è il migliore fattibile e che le procedure amministrative proposte sono le sole possibili, ma dovrà convenire che qualunque progetto e procedura possono essere ottenuti come i migliori in rapporto agli obiettivi che ci si prefigge e che vi sono sempre numerose alternative commisurate ad obiettivi diversi».

Nella telefonata si è parlato anche della situazione “politica” marinese e il Baracchi ricorda a Ciumei che «Se si  è venuta a formare una opposizione al Suo porto così ampia, circostanziata, combattiva dovrà esserLe pur venuto qualche dubbio sugli effetti che questo progetto potrà avere sul futuro di Marciana Marina!  E vorrei  intanto rassicurarLa che da parte mia (ma sono convinto valga anche per molti altri critici) non vi è alcuna  ostilità nei Suoi confronti e alcun preconcetto nei confronti della Sua iniziativa, e non vi è alcun interesse economico o professionale. Mi creda, il mio unico interesse è che Marciana Marina rimanga un posto piacevole e pittoresco».

Il sindaco ha proposto all’architetto di organizzare un incontro al quale dovevano partecipare anche i tecnici  che hanno predisposto il progetto, ma Baracchi risponde: «Penso che il dialogo sia sempre utile e che ogni occasione può essere buona per imparare  qualcosa da altri, e sono altresì convinto che le mie conoscenze non sono tali da coprire tutte  le materie che coinvolgono l’adeguamento di un porto…., tuttavia ritengo che esso sarebbe di ben scarsa utilità generale: in questo momento lo scontro fra l’Amministrazione e una ampia compagine critica  si è fatto molto aspro e ciò di cui si ha necessità è un sollecito confronto allargato, e manifesto, su finalità e strumenti con lo scopo di ottenere un risultato condiviso volto a migliorare pur preservandole le caratteristiche di Marciana Marina. Sarei ben lieto di poter essere utile come tramite per un siffatto incontro, ma è chiaro che una tale iniziativa deve partire dalla Amministrazione. Dalle Sue parole ho colto invece una chiusura di principio a qualunque osservazione critica e ciò fa presagire, a chi come me ha parecchi anni ed esperienza sulle spalle, una contesa sempre più accesa con spreco di energie assurdo e rischio di arrivare infine ad un nulla di fatto».