Green Italia: «Anche il governo italiano si unisca alla denuncia dell’Austria»

L’Austria contro il finanziamento Ue al nuovo nucleare britannico

Ferrante: «Spreco di risorse pubbliche. Italia si faccia promotrice di Ue nuke-free e pro-rinnovabili»

[28 gennaio 2015]

Diventa sempre più fitto il “mistero” che nella normativa italiana ed europea avvolge gli “aiuti di Stato”, e soprattutto definisce quelli che siano punibili come tali, contrari alla libertà di mercato; i trattamenti variano a seconda che gli aiuti di Stato siano rivolti all’energia o al riciclo di materia, ad esempio, ma anche a seconda del tipo di energia in questione. L’ultima testimonianza in merito arriva grazie alla denuncia presentata dall’Austria alla Corte Europea, contro la decisione della Commissione Ue di concedere aiuti di Stato per la realizzazione della centrale nucleare di Hinkley Point. Il cancelliere  austriaco Werner Faymann ha sottolineato  che « La Commissione europea non può approvare i finanziamento per i concessionari  delle centrali nucleari»

Nell’ottobre 2014, il governo federale di Vienna aveva già annunciato azioni legali perché l’Austria «E’  contro la promozione dell’energia nucleare e la produzione di energia nel settore nucleare».

Faymann ha sottolineato la diversità degli inventivi dati alle rinnovabili rispetto ai colossali finanziamenti per il nucleare: «Tale decisione non è in alcun modo collegata ai  progetti di aiuti dell’Ue  destinato a sviluppare nuove tecnologie» ed ha ricordato che «A  parte la mancanza di una base giuridica, la proporzionalità dello stanziamento per la centrale nucleare non è  in alcuna relazione con le misure per l’energia alternativa.  Rispetto all’energia eolica, l’Ue sostiene due volte di più  questa  centrale nucleare due volte e anche il sostegno per  35 anni  è una scadenza molto più lunga e con maggiore costo  della legge austriaca per l’ energia rispettosa dell’ambiente e rinnovabile, invece di centrali nucleari ».

Francesco Ferrante, di Green Italia,  chiede al governo Renzi di fare fronte comune con l’Austria «che ha  annunciato che farà ricorso contro la decisione della Commissione europea che a ottobre aveva dato il via libera all’aiuto pubblico del governo inglese per la costruzione della nuova centrale nucleare da 3,3 GW. L’Italia, che si è liberata dalla minaccia nucleare sul proprio territorio grazie alla volontà espressa dai cittadini, si faccia promotrice di una battaglia legale che promuova un’Europa nuke free e pro-rinnovabili».

Secondo Ferrante, «Del tutto immotivatamente la Commissione aveva  ritenuto conforme alle regole comunitarie sugli aiuti di Stato i sussidi decisi dal Governo di Londra, una cifra enorme, superiore ai 13 miliardi di euro. Con questo sussidio sarebbe garantito che per 35 anni l’energia prodotta dall’impianto sia pagata circa il doppio del valore di mercato attuale, con la differenza coperta con i soldi di tutti consumatori europei. Quello della centrale di Hinkley Point se non viene fermato rischia di essere un precedente pericoloso nella legislazione europea, perché l ‘approvazione del sussidio viene ovviamente considerato come una vittoria della lobby del nucleare, che mostra come sia possibile costruire nuove centrali incentivate in Europa. Comprensibile la soddisfazione in tal senso, perché ovunque i progetti nucleari naufragano tra ritardi incolmabili e costi esorbitanti, e sarebbe dunque una deriva pericolosa in favore di un progetto azzardato, e che di certo non va incontro agli interessi comuni del vecchio continente. L’Italia non può avallare un simile spreco di risorse pubbliche europee, che potrebbero essere utilizzate piuttosto per implementare un mercato unico europeo totalmente interconnesso con le rinnovabili che potrebbero arrivare a tre quarti del totale».