Dal 30 al 50% in meno in bolletta, aria più pulita, meno gas serra più soldi per innovazione e ricerca

L’autoproduzione da fonti rinnovabili funziona per cittadini e ambiente

[22 ottobre 2013]

Legambiente vuole liberare l’autoproduzione da fonti rinnovabili, contro le lobby del carbone e del petrolio, che vogliono fermare un cambiamento e dice che «L’autoproduzione da fonti rinnovabili non è un’utopia ma un fatto concreto. Dove si è potuto realizzare un sistema combinato di autoproduzione e di distribuzione di energia da fonti rinnovabili si vive meglio, si crea sviluppo, si risparmia».

L’esempio che fanno gli ambientalisti è quello di Prato allo Stelvio (Bolzano), «Dove grazie ad una vecchia legge è consentito a una cooperativa di cittadini (che coinvolge anche il comune e altre realtà locali), di gestire la produzione e la vendita ai soci dell’energia realizzata grazie a un mix di fonti rinnovabili, con un risparmio per le famiglie pari al 30% per l’elettricità e al 50% per il riscaldamento, l’azzeramento delle emissioni climalteranti, l’abbassamento dell’inquinamento atmosferico e il reperimento di fondi da investire in innovazione e ricerca. E’ un caso, ma che si potrebbe ripetere nelle case e nei condomini delle città italiane o al servizio di piccole e medie imprese».

Quello che si rischia di non percepire, in una cacofonia disinformante, è che negli ultimi anni il cambiamento in Italia è stato enorme: «Oltre 600mila impianti distribuiti hanno permesso di arrivare a una produzione che supera il 35% dei consumi elettrici da energie pulite nel 2013. Eppure questa rivoluzione realmente “dal basso” viene costantemente e concretamente impedita da chi vuole fermare tutto questo per tornare a investire su carbone e trivellazioni di petrolio. In particolare, si vuole impedire che anche in Italia sia possibile beneficiare dei vantaggi possibili attraverso l’autoproduzione da energie pulite».

Legambiente critica gli ultimi governi ed i due ministri Passera e Zanonato che con le loro scelte «Hanno reso praticamente impossibili gli interventi necessari per l’autoproduzione: ossia poter scambiare energia con la rete elettrica (tanto produco con il mio impianto sul tetto, tanto prendo dalla rete, ossia il sistema di scambio sul posto), chiudendo le porte a qualsiasi richiesta nella direzione della riduzione dei consumi energetici attraverso autoproduzione, efficienza e sistemi di accumulo con batterie. Addirittura l’Autorità per l’energia da 5 anni rinvia l’approvazione delle regole per i sistemi di gestione di reti e utenze locali (Seu e Riu i nomi tecnici) che permetterebbero, come avviene in Germania, a Comuni, cooperative e aziende, di realizzare questo tipo di innovazioni. Ma non solo. La stessa Autorità per l’energia, in documenti pubblici, ha proposto di penalizzare questo tipo di soluzioni con oneri fiscali».

Mentre si parla di liberalizzare il patrimonio pubblico lo stesso governo sembra non sapere che «Invece, si potrebbe realizzare una liberalizzazione realmente al servizio dei cittadini e delle imprese, capace di ridurre fortemente la spesa energetica e migliorare la qualità della vita di tutti».

Sarà dedicata proprio ad un futuro realmente sostenibile, per i diritti dei cittadini e delle famiglie “l’Italia rinnovabile in festa”, la grande manifestazione promossa per il 26 ottobre da oltre 40 associazioni ambientaliste, consumeriste, agricole e di categoria ai Fori Imperiali a Roma, «Per chiedere che il futuro energetico italiano sia incentrato sulle fonti rinnovabili e l’efficienza. Perché è ormai dimostrato che oggi è possibile aprire una fase nuova nella generazione energetica, dove poter cogliere appieno i vantaggi di un modello che avvicina la domanda di energia e una produzione pulita e efficiente direttamente negli edifici o nelle aziende. Ma per far questo bisogna permettere alle famiglie e alle imprese italiane di accedere a questi vantaggi, di avere gli stessi diritti degli altri cittadini europei riducendo, di conseguenza, il mercato e i guadagni dei grandi gruppi energetici».

Gli organizzatori sottolineano che «Italia rinnovabile vuole dare a tutti la possibilità di beneficiare di un sistema che premia chi risparmia energia, chi la autoproduce da impianti puliti, chi investe nella gestione delle reti energetiche e nell’accumulo. La strada è quella di aiutare tutte le forme di autoproduzione di energia elettrica e termica e i contratti di scambio e vendita diretta dell’energia prodotta da nuovi impianti rinnovabiliPerché l’Italia rinnovabile è la prospettiva più moderna, più pulita e più equa. L’’unica in grado di liberarci dalle fonti fossili che fanno male alla salute delle persone, danneggiano l’ambiente e aggravano la crisi economica».

La manifestazione è promossa da Legambiente, Greenpeace, Wwf, Kyoto Club. Con l’adesione di Aiab, Acli, Aiel, Arci, Anev, Anter, Assieme, Assorinnovabili, Ater, Cepes, Chimica Verde, Cia, Cib, Cobat, Cts, Energia felice, Federparchi, Fiom, Focsiv, Fondazione campagna amica, Fondazione per il sud, Fondazione Symbola, Forum terzo settore, Giga, Itabia, Libera, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Msa, Pro natura, Rete mobilità nuova, Roma Natura, Runerer Italia, #salvaiciclisti, Si alle rinnovabili No al nucleare, Touring club, Uisp.