Il Parco chiede chiarimenti

Le armi chimiche della Siria nell’isola di Santo Stefano alla Maddalena?

[2 gennaio 2014]

Si susseguono le voci sull’arrivo in Italia delle armi chimiche smantellate in Siria e la coordinatrice speciale della Missione congiunta Onu – Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (Opcw),  Sigrid Kaag, ha annunciato che a causa di  difficoltà tecniche ci sarà un leggero ritardo per il convoglio navale che trasporterà la prima tranche di agenti chimici fuori dalla Siria, che doveva  partire il 31 dicembre, dopo gli allarmi su un possibile arrivo e stoccaggio in Sicilia è la volta dell’Arcipelago della Maddalena e il Parco Nazionale interviene con una preoccupata nota: «In riferimento alle notizie apparse nei giorni scorsi sui giornali relative ad un eventuale impiego del territorio del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena quale sito per lo stoccaggio e lo smaltimento dell’arsenale chimico del governo siriano, il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno ha inviato una nota al Ministro della Difesa, Mario Mauro, e al Ministro degli Esteri, Emma Bonino, per ricevere chiarimenti in merito al possibile utilizzo delle aree in uso al Ministero della difesa sull’Isola di Santo Stefano».

Bonanno Scrive: «Ritengo che il pericolo di una possibile contaminazione, nel corso delle operazioni di smaltimento dei 150 container carichi di materiale bellico, sia un rischio che la comunità maddalenina non può in alcun modo permettersi di affrontare, non solo alla luce della grave crisi che ha colpito il tessuto economico di La Maddalena, per il quale sono auspicabili esclusivamente iniziative tese al suo rilancio ed alla sua valorizzazione in chiave turistica, ma anche per la valenza ambientale delle risorse paesaggistiche e naturalistiche del Parco nazionale: una simile operazione, in evidente contrasto con le normative vigenti, sarebbe infatti suscettibile di arrecare gravi danni, oltre al sistema socio-economico locale, anche ad un territorio – sito di interesse comunitario (SIC) e zona a protezione speciale (ZPS)- che ogni giorno questo Ente cerca di preservare. La conferma di suddetta previsione non potrebbe che incontrare la netta opposizione di questo Ente. Auspichiamo che venga smentita la fondatezza delle informazioni riportate dalla stampa per poter rassicurare così la comunità locale».