Le energie rinnovabili al centro del nuovo mercato elettrico italiano

Presentata la ricerca “Market Design" di Assorinnovabili e Althesys

[25 marzo 2015]

Secondo i dati diffusi oggi a Roma al convegno “Ripensare il mercato elettrico: evoluzione industriale e convergenza europea”, «Un nuovo disegno del mercato elettrico, volto ad un’integrazione strutturale delle fonti rinnovabili, potrebbe mettere a disposizione 9,5 GW di energia rinnovabile per i servizi di rete. Per continuare a favorire la diffusione di energia pulita si rende, inoltre, necessaria una revisione del ruolo delle rinnovabili nel dispacciamento, e l’introduzione di meccanismi di stabilizzazione del mercato a medio termine. Le rinnovabili, che soddisfano oltre il 30% del fabbisogno elettrico nazionale, in Italia potrebbero dare un contributo significativo ai servizi di rete, generando benefici per il sistema. Il potenziale stimato al 2013 è di circa 9,5 milioni di chilowatt: impianti eolici e fotovoltaici contano rispettivamente per circa 4.400 megawatt e 410 megawatt, mentre il parco idroelettrico ad acqua fluente idoneo (cioè quello senza diga) è stimato in 4.600 megawatt. Tuttavia, alle condizioni attuali, i rischi per gli operatori sarebbero superiori ai possibili benefici».

Il convegno è stato l’occasione per discutere i risultati dello studio sul market design del settore elettrico italiano, commissionato da AssoRinnovabili ad Alessandro Marangoni, amministratore delegato della società di analisi economiche Althesys, che ha l’obiettivo di «fornire strumenti per individuare scenari evolutivi e opzioni di riassetto del mercato elettrico in Italia e formulare delle proposte di policy. Il lavoro analizza come i cambiamenti industriali e le modifiche normative abbiano influenzato l’evoluzione del mercato elettrico italiano, e come il crescente ruolo delle rinnovabili stia trasformando le dinamiche della formazione dei prezzi dell’energia all’ingrosso».

Dal convegno è emerso anche come nel nostro Paese l’impatto economico dei servizi di dispacciamento –  il costo delle attività per il mantenimento in costante equilibrio del sistema elettrico – sul valore del mercato,  oggi al 9%, «non sia in realtà superiore a quello di altri Paesi con forte crescita delle rinnovabili (a parità di funzionamento dei mercati), come ad esempio la Spagna, dove raggiunge il 14% del valore del mercato». Secondo Assorinnovabili e Althesys, per una  maggior affidabilità e competitività al sistema, è necessario un percorso di riassetto del mercato elettrico che dia alle rinnovabili un ruolo più strutturale. Per farlo è necessario: «Una sempre maggiore partecipazione delle rinnovabili ai servizi di rete, con l’introduzione di disposizioni tecniche e regolatorie e una remunerazione dei servizi ben definita; La riduzione dei tempi di chiusura del mercato per avvicinarlo al tempo reale, in modo da ridurre consistentemente gli oneri di dispacciamento, come già avviene in Paesi come la Germania, dove incidono solo per il 4% del mercato».

Per Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili, «La trasformazione del settore elettrico italiano richiede un processo organico e strutturato di ridisegno del mercato. E’ quindi importante che a monte vi sia un atto di legislazione primaria a copertura dei principi generali qui enucleati, che comprenda tutti gli aspetti normativi ad esso collegati, quali ad esempio quelli fiscali. Qualsiasi revisione del sistema deve fondarsi sul principio basilare di tutela delle condizioni legislative in cui sono stati realizzati gli investimenti esistenti, prevedendo un assetto del mercato equilibrato in tutte le sue componenti, per assicurare un’adeguata prosecuzione al naturale percorso di integrazione delle FER».

Marangon conclude: «Uno strumento di stabilizzazione del mercato a medio termine e, al contempo, di integrazione delle rinnovabili potrebbe essere quello dei contratti a lungo termine. Allo stato in Italia e in Europa, a differenza del resto del mondo, la regolazione non ne favorisce la diffusione. Per incentivare la loro stipula, anche nel mercato dell’energia, occorrerebbe dunque introdurre meccanismi regolatori che stimolino la domanda a contrattualizzare i propri consumi nel lungo periodo».