Legambiente sull’orsa Daniza: «Per salvarla mettere da parte l’emotività»

«Occorre osservare il piano d’azione interregionale»

[19 agosto 2014]

Secondo Legambiente, per salvare l’orsa Daniza occorre mettere da parte l’emotività: monitorarne attraverso l’Ispra i suoi comportamenti e valutare successivamente le azioni da intraprendere. E’ questa la posizione di Legambiente, che chiede alla provincia di Trento la revoca della delibera di Giunta sulla vicenda dell’orsa Daniza e di attenersi a quanto previsto dal Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali (Pacobace). Un piano che prevede, d’intesa con il ministero dell’ambiente, la messa in atto di misure proporzionate al comportamento manifestato dai plantigradi.

Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, sottolinea: «Occorre mettere da parte pregiudizi e semplificazioni e rispondere alle emergenze in maniera razionale e sfuggendo alla emotività, da qualsiasi parte essa venga espressa, per vincere la sfida della convivenza possibile tra umani e specie selvatiche. Per fare questo servono coerenza e determinazione politica ma anche investimenti in cultura della coesistenza, ben sapendo che siamo chiamati tutti a mettere in discussione convinzioni e modificare i nostri comportamenti».

Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente, ricorda che «Già altre volte gli amministratoti trentini, sulla spinta dell’emotività e della polemica politica, hanno agito in maniera unilaterale e senza tenere conto di quanto hanno condiviso attraverso la sottoscrizione del Pacobace con il Ministero, le altre regioni e Ispra  La provincia di Trento non è la proprietaria degli orsi, bene comune di valore transnazionale, e sebbene debba garantire l’incolumità dei cittadini e dei turisti presenti sul suo territorio, non può intervenire al di fuori delle regole sancite dal buon senso, oltre che da accordi nazionali e dalle regole comunitarie che tutelano l’orso bruno alpino».

Legambiente è preoccupata per lsa piega presa dalla discussione e teme che vengano vanificati i grandi passi in avanti fatti in questi anni. «La vicenda di Daniza  – dicono gli ambientalisti – ci richiama ad una attenta riflessione sulla gestione della popolazione di orso bruno presente nel territorio alpino, frutto in questo caso della reintroduzione della specie avvenuta agli inizi del 2000 attraverso il progetto Life Ursus. Progetto il cui grande valore dal punto di vista conservazionistico è stato unanimemente riconosciuto, ma che rischia di fallire per l’inadeguato sostegno delle istituzioni locali alle attività di informazione sui comportamenti da tenere (in particolare in presenza di madri accompagnate da cuccioli). E’ assolutamente necessario investire nell’educazione delle persone, perché siano in grado di acquisire i comportamenti più adeguati alla presenza dell’orso, e in misure di mitigazione dell’impatto sociale che la presenza degli orsi comunque provoca in questi territori».