L’Ilva di Taranto torna a far paura. Aia a rischio blocco: mancano le risorse

[27 dicembre 2013]

Il commissario straordinario dell’Ilva Enrico Bondi in audizione in commissione Ambiente alla Camera sul decreto inerente le emergenze ambientali ha fornito il bilancio dell’attività dell’azienda per il 2013, e non ha portato buone notizie.

«L’Ilva ha prodotto sei milioni e 230 mila tonnellate di acciaio, contro gli otto milioni e 248 mila del 2012, con una differenza nei ricavi di 41 euro a tonnellata. C’è stata una diminuzione del costo delle materie prime di 25 euro per tonnellata, che non compensa, e in più un incremento del costo per energia, manutenzione, prestazioni esterne, per 24 euro a tonnellata – ha spiegato Bondi – la produzione, ha frenato moltissimo e nel mercato italiano i nostri concorrenti hanno esportato il 25% in più. Comunque noi siamo in equilibrio finanziario, ma il conto economico è particolarmente pesante anche se – ha sottolineato il Commissario – non è assolutamente aumentata l’esposizione con le banche così come quella con i fornitori che resta a 35 giorni di scaduto, fisiologico. Ma a gennaio non so se saremo ancora in grado di mantenere questa situazione».

Infatti secondo le previsioni di Bondi il futuro non è affatto roseo. «Nel 2014 prevediamo 600-700 milioni di investimenti nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale ndr) che si potranno fare se ci saranno finanziamenti perché le nostre risorse non bastano. C’è bisogno adesso di un provvedimento veloce – ha concluso il Commissario – altrimenti in gennaio faticheremo a fare tutto quello che dobbiamo fare».

Preoccupazione per quanto emerso dall’Audizione di Bondi è stata espressa dal co-portavoce dei Verdi e consigliere comunale a Taranto, Angelo Bonelli: «Dopo l’audizione di Bondi alla Commissione Ambiente è abbastanza evidente che L’Aia per l’Ilva di Taranto non potrà essere applicata perché non ci sono le risorse. Ricordiamo che l’applicazione dell’Aia per l’Ilva, per stessa voce dei commissari, ha un costo che si aggira intorno ai 3,5 miliardi di euro: cifre lontanissime da quella di cui ha parlato Bondi durante la sua audizione e che, tra l’altro, sarebbero legate ad un eventuale credito bancario. L’unica cosa certa è che a Taranto- ha aggiunto Bonelli- non solo non ci sono le risorse per le bonifiche ma che si va verso un’inaccettabile “prorogatio” rispetto alle misure di salvaguardia ambientale e di tutela della salute che rappresenta l’ennesimo schiaffo ad una città che continua a soffrire a causa dell’inquinamento».