Al via la Conferenza delle parti Unfccc. Figueres fiduciosa: «Passi avanti»

Lima, apre oggi la Cop20 con 7 punti contro il cambiamento climatico

Nella capitale peruviana si getteranno le fondamenta per l’accordo di Parigi nel 2015?

[1 dicembre 2014]

Comincia oggi a Lima, la capitale del Perù, la ventesima conferenza delle parti dell’United Nations Framework Convention on Climate Change (Cop20 Unfccc) e il Cop10 del Meeting of the Parties to the Kyoto Protocol (Cmp10),  che si concluderanno il 12 dicembre. L’obiettivo è quello di gettare le  basi di un nuovo accordo climatico globale, che dovrebbe essere ratificato dai 198 Paesi dell’Unfccc  alla Cop 21 di Parigi nel 2015, e di prendere impegni immediati  per contrastare il cambiamento climatico prima che l’accordo di Parigi entri in vigore nel 2020.

I delegati alla Cop20 di Lima si troveranno davanti ai dati incontrovertibili del rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc): avvertono come l’aumento del livello del mare, le tempeste e le siccità sono la conseguenza del mancato controllo delle emissioni di gas serra. Noaa Usa e l’agenzia meteorologica giapponese concordano sul fatto che il 2014 sarà probabilmente l’anno più caldo mai registrato, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha ormai raggiunto le 400 parti per milione e l’Artico continua a sciogliersi; solo qualche giorno fa l’United nations Environment Programme (Unep) ha sottolineato la necessità che le emissioni raggiungano il loro picco massimo entro 10 anni per poi calare molto rapidamente, se il mondo vuole raggiungere la neutralità climatica (zero net emissions), nella seconda metà del secolo… ma lo stesso Ipcc sottolinea che esistono i mezzi e le opportunità per un’azione climatica che mantenga l’aumento delle temperature globali sotto i 2° C.

La segretaria esecutiva dell’Unfccc, Christiana Figueres, arriva a Lima molto fiduciosa: «Mai prima d’ora i rischi del cambiamento climatico sono stati tanto evidenti e gli impatti tanto visibili. Mai prima d’ora una tale volontà di azione climatica è stata presente a tutti i livelli della società. Mai prima d’ora la società ha avuto a disposizione tante politiche intelligenti e tante risorse tecnologiche per ridurre le emissioni di gas serra e aumentare la resilienza. Tutto questo significa che possiamo confidare che la Conferenza di Lima sarà un meeting produttivo, che farà in modo che l’anno prossimo si ottenga un risultato efficace a Parigi».

Ma nonostante questa ventata d’ottimismo il percorso resta molto difficoltoso. Nella capitale peruviana il gruppo di lavoro inerente la Durban Platform for Enhanced Action (Adp9) dovrà definire  lo scopo e i tipi di contributi da sottoporre al Paris agreement, così come rimangono da chiarire gli aspetti tecnologici e finanziari del potenziamento della capacità dei Paesi in via di sviluppo. I Paesi aderenti all’Unfccc dovranno fare passi avanti anche rispetto ai loro piani per contribuire all’accordo di Parigi del 2015, attraverso l’Intended Nationally Determined Contributions (Indc) che dovranno presentare entro il primo trimestre del 2015, cioè molto prima della Cop21. Come sottolinea la stessa Unfccc, «la Conferenza di Lima deve chiarire definitivamente il contenuto delle Indc, in particolare per i Paesi in via di sviluppo che probabilmente avranno un ventaglio di opzioni, per esempio per  la riduzione delle emissioni in tutti i settori economici e gli obiettivi di intensità energetica».

La Figueres ha accolto con piacere la leadership mostrata da Unione europea, Usa e Cina, che hanno annunciato pubblicamente i loro obiettivi climatici post 2020: «E’ molto incoraggiante che molto prima della deadline del primo trimestre del prossimo anno, i Paesi stiano rendendo noto come intendono contribuire al Paris agreement. Questo è anche un chiaro segnale che i Paesi sono decisi a trovare un terreno comune e a massimizzare il potenziale della cooperazione internazionale. I Paesi stanno lavorando duramente per aumentare la riduzione delle emissioni prima del 2020, per l’entrata in vigore l’accordo di Parigi. Uno dei punti centrali che le nazioni si troveranno sul tavolo a Lima sarà sulle strade possibili per raggiungere questi obiettivi».

Qualche progresso è stato fatto: nella conferenza dei donatori tenutasi recentemente a Berlino, i Paesi si sono impegnati a fornire il capitale iniziale al Green Climate Fund (Gcf) per un totale di 9,3 miliardi di dollari – che dopo la conferenza sono arrivati a 9,6 – e secondo l’Unfccc a Lima si potrebbe raggiungere quella che viene definita la pietra miliare dei 10 miliardi di dollari.

La Figueres è convinta che «questo dimostra che i Paesi sono decisi a costruire la fiducia e a provvedere ai finanziamenti dei quali i Paesi in via di sviluppo necessitano per de-carbonizzare le loro economie e per sviluppare la resilienza».

Con l’approvazione della “Lima Action Agenda” i paesi decideranno come mantenere e accelerare la cooperazione in materia di cambiamento climatico, comprese le numerose iniziative di azione climatica annunciate al Climate Summit dell’Onu tenutosi a settembre a New York.

«Quest’anno abbiamo visto un’incredibile ondata di impulso all’azione climatica – sottolinea la Figueres – Uno dei principali risultati della conferenza di Lima sarà quello di continuare a costruire questo momentum e di continuare a mobilitare l’azione a tutti i livelli della società. Le azioni in tutti gli ambiti della società, di concerto con i contributi dei governi all’accordo di Parigi, sono essenziali per raggiungere gli obiettivi concordati di limitare l’aumento della temperatura globale sotto i 2 gradi centigradi e per salvaguardare le generazioni presenti e future».

Intanto l’Unfccc  evidenzia quali sono i principali punti sui quali ci si aspetta un progresso alla Cop20 di Lima:

Accelerazione della ratifica degli Emendamenti di Doha al Protocollo di Kyoto. Gli Stati parte del Protocollo di Kyoto hanno la grande opportunità di contribuire a un’ambiziosa riduzione delle emissioni prima del 2020. Per entrare in vigore i Doha amendment to the Kyoto Protocol devono essere ratificati dai Paesi, e il processo di ratifica deve accelerare a Lima se si vuole davvero adottare norme chiare di conteggio prima della Cop21 di Parigi.

Trasparenza nelle azioni dei Paesi in via di sviluppo. A Lima terminerà il primo round del “multilateral assessment” dell’azione dei Paesi in via di sviluppo, che riguarda 17 paesi.

Costruire la resilienza al cambiamento climatico. Mentre gli impatti del cambiamento climatico  peggiorano e colpiscono i poveri e i più vulnerabili, i governi devono urgentemente incrementare l’adattamento al cambiamento climatico. La Cop20 Unfccc dovrebbe accordarsi su come finanziare ed implementare sul territorio i Piani nazionali di adattamento dei Paesi in via di sviluppo. I Paesi stanno anche lavorando a un programma di lavoro per l’Executive Committee of the Warsaw International Mechanism for Loss and Damage, ed eleggeranno i membri di questo Comitato esecutivo

Finanziare la risposta al cambiamento climatico.  I governi cercheranno di ampliare e coordinare il finanziamento al cambiamento climatico, e i diversi fondi esistenti. Uno dei principali obiettivi è quello di identificare i modi per accelerare il finanziamento all’adattamento al cambiamento climatico. I governi dovranno anche  affrontare il problema della capitalizzazione iniziale del Gcf, che si spera arrivi a 10 miliardi di dollari prima della fine della Cop20 Unfccc di Lima.

Foreste. I  Paesi partecipanti alla Cop20 di Lima dovrebbero dare un maggior sostegno alla lotta alla deforestazione. L’Unfcc si aspetta che diversi Paesi in via di sviluppo forniscano informazioni che faciliterebbero la concessione dei fondi per la protezione delle foreste.

Fornire tecnologia ai Paesi in via di sviluppo. A Lima dovrebbe diventare pienamente operativo il Technology Mechanism, specialmente il Climate Technology Centre and Network.

Aumento dei carbon markets.  Il meeting di Lima dovrebbe chiarire il ruolo dei mercati di carbonio nell’accordo globale del 2015 e stabilire un programma di lavoro nel prossimo anno, per progettare e rendere operativi nuovi meccanismi di mercato.