Le liste ecologiste Green Italia-Verdi Europei fermate alla porta delle elezioni

Gli uffici elettorali le rigettano in tutte e cinque le circoscrizioni, ma sono già stati presentati i ricorsi

[18 aprile 2014]

Le liste ecologiste Green Italia-Verdi Europei sono state rigettate in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali, perché gli uffici elettorali non hanno riconosciuto il diritto all’esenzione delle firme per la lista collegata al partito dei Verdi Europei.

«Contro un’esclusione ingiusta e contro lo spirito del trattato di Lisbona siamo pronti a dare battaglia – fanno sapere da Green Italia – certi che le nostre ragioni verranno riconosciute in tutte le sedi competenti perché escludere dalla competizione elettorale le liste ecologiste, che sono collegate alla quarta forza del Parlamento europeo, sarebbe una gravissima violazione democratica, tanto più che il diritto all’esenzione è stato riconosciuto pressoché a tutte le formazioni politiche che parteciperanno alle prossime elezioni, comprese formazioni come il Centro Democratico di Tabacci o Fratelli d’Italia».

Nel Parlamento europeo è presente il gruppo Parlamentare verde, quarta forza in Europa, del quale Green Italia-Verdi Europei va a comporre l’unica rappresentanza in Italia. Reinhard Bütikofer e Jacqueline Cremers rispettivamente co-presidente e segretaria generale del Partito verde  europeo, assieme a Daniel Cohn-Bendit e Rebecca Harms, co-presidenti del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo hanno dunque scritto una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo la decisione da parte degli uffici elettorali di escludere dalla competizione europea la lista Green Italia-Verdi Europei, chiedendo loro di «manifestare il loro sostegno a questa battaglia al fine di assicurare la più ampia partecipazione e rappresentanza in Europa della famiglia politica ecologista».

«La battaglia per far valere le nostre ragioni – precisano dalla lista Green Italia-Verdi Europei – è partita da lontano, passando per un ricorso al Tar del Lazio nel quale abbiamo contestato una circolare del Ministero degli Interni rispetto alla legge 18/1979 con la quale si sostiene che ci si possa avvalere del diritto all’esenzione solo con parlamentari eletti in Italia. Il Tar del Lazio il 21 marzo scorso ha risposto al nostro ricorso emettendo un’ordinanza che affermava che “l’art. 12 comma 4 della legge n.18/1979 ha caratteristiche d’immediata applicazione che non rendono necessarie disposizioni di dettaglio”. Nei giorni scorsi, poi, è stato anche approvato un’ordine del giorno alla Camera che impegnava il Governo a valutare se “a normativa vigente e alla luce dei nuovi indirizzi europei l’art. 12 comma 4 legge 18/1979 possa essere interpretato ed esteso in tempi utili per la presentazione delle liste anche a quelle forze o partiti politici che sono affiliati a partiti europei costituiti formalmente in un gruppo presso il Parlamento Europeo”».

Gli ecologisti hanno reagito immediatamente presentando ricorsi contro l’esclusione in tutte le circoscrizioni elettorali, dicendosi « pronti a fare tutto il necessario per difendere un diritto democratico non riconosciuto dagli uffici elettorali. L’esenzione dalla raccolta delle firme è un diritto  riconosciuto dall’art. 12 comma 4 della legge 18/1979 nel punto in cui precisa che sono esenti dalla raccolta delle firme quei partiti politici che hanno una rappresentanza nel Parlamento europeo».