«L’Italicum? E’ solo un restyling del Porcellum»

[12 marzo 2014]

Le lancette dell’orologio della politica si sono fermate al 4 dicembre del 2013, quando la Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, e oggi con l’approvazione della nuova legge elettorale si è provveduto ad un semplice restyling. Liste bloccate, soglie di sbarramento penalizzanti per chi non intende omologarsi, premi di maggioranza ‘coreani’ e la porta in faccia alla parità di genere: questo è l’Italicum, e chi ne canta le lodi evidentemente ha preso gusto nel prendere in giro i cittadini.

Autorevoli costituzionalisti pongono seri interrogativi sulla costituzionalità dell’Italicum, ed è veramente surreale che dopo anni di dibattito pubblico sulla sconcezza istituzionale del Porcellum si sia giunti a varare una legge che ne ripercorre i tratti peggiori. Le primarie obbligatorie per i partiti sarebbero state una salutare iniezione di democrazia, invece è evidente che il potere dei “padroni” dei partiti non è stato minimamente scalfito. Il cittadino è condannato a non scegliere, e a votare nella consapevolezza che il proprio voto e il proprio partito rischiano di essere ridotti a semplici portatori d’acqua, in nome di un distorto concetto della stabilità politica.

Oggi è una brutta pagina per la politica in Italia, e chi ha votato l’Italicum si è assunto una pesante responsabilità.

di Oliviero Alotto e Annalisa Corrado, co-portavoce di Green Italia