Lucchini, a Piombino il miraggio arabo si fa possibile

[31 gennaio 2014]

Oggi il futuro di Piombino e di quel che rimane dell’acciaieria Lucchini sembra un po’ più sereno, nonostante il forte maltempo abbia falcidiato la zona. La delegazione guidata dall’investitore giordano Khaled al Habahbed, insieme a Ali Ghammagui, Ceo della società Smc, si è incontrata stamani col presidente della Regione Enrico Rossi per illustrare più nel dettaglio quel progetto industriale già anticipato lo scorso 17 gennaio nella sala consiliare del palazzo comunale di Piombino.

Il progetto della Smc si sta facendo più concreto dal miraggio arabeggiante che era all’inizio, ma l’esperienza insegna che è ancora troppo presto per poter anche solo pensare di cantar vittoria. «Ci hanno presentato il loro progetto, un progetto importante, con investimenti enormi. Sulla carta il migliore auspicabile – ha commentato Rossi – che rispetta i desiderata della città, dei lavoratori, delle parti in causa. Bisogna capire bene le garanzie che stanno alla base di questo progetto. Ma non siamo noi, non è la Regione Toscana a dover decidere. La questione è di grande peso, riguarda sia le strutture a finalità produttive sia le aree che si libereranno, e richiede una assunzione di responsabilità da parte del governo nazionale. Mi chiedo anche se una operazione di tale portata non debba coinvolgere altri stati. Il governo se ne occupi. Noi siamo a disposizione anche di altri che presentino progetti, per ascoltare, per capire».

E da capire resta ancora molto, a partire dalle prospettive per i livelli occupazionali in gioco fino ad arrivare a quelle di compatibilità ambientale e innovazione tecnologica, che con le prime sono assai intrecciate. Di fronte a questi interrogativi che rimangono aperti il sindaco Gianni Anselmi, al termine dell’incontro, parla di un appuntamento «positivo e utile. Le istituzioni toscane sono interessate a fare di Piombino un polo europeo dell’innovazione industriale, capace di fare qualità, rispettare e risanare l’ambiente, aprirsi a nuovi mercati nell’ambito di partnership internazionali e liberare nuovi investimenti. Qualunque soggetto si proponga deve stare a questa altezza, e dimostrare a tutti i livelli istituzionali una affidabilità di lungo periodo. Il progetto che ci è stato illustrato è ambizioso e importante, ma proprio per questo servono garanzie adeguate. Restiamo ovviamente disponibili ad incontrare chiunque sia interessato ad investire sul territorio, senza interferire sulle procedure in essere. Ma non rinunceremo a far pesare, in questa complicata vicenda, la nostra visione: il territorio lo rappresentiamo noi».

Insomma, si respira fiducia nell’aria? Rossi risponde che l’importante è continuare a lavorare per trovare una soluzione: «Bisogna fare tutte le verifiche e approfondire le garanzie che davvero si realizzi tutto quanto promesso. Al mio interlocutore ho chiesto se questo progetto ha garanzie circa gli sbocchi di mercato. Mi ha dato una risposta plausibile, e cioè che ci sono paesi in Medio oriente e nell’Africa del nord che potrebbero costituire mercati di sbocco per il prodotto peculiare di Piombino, le rotaie ferroviarie. Credo che Piombino possa diventare un centro europeo di avanguardia nella produzione dell’acciaio, ritengo interessanti le cose contenute nel piano europeo per l’acciaio: rinnovo l’appello perché l’Italia se ne occupi ai massimi livelli».