Ma dopo l’incontro tra governo, sindacati e istituzioni ancora non si vedono risorse economiche

Lucchini, Rossi ottimista: «Rinviata la chiusura dell’altoforno»

Per il presidente «c'è un progetto, condiviso, di conversione ecologica e rilancio del polo siderurgico»

[15 novembre 2013]

Il Pd toscano esulta annunciando la buona novella per la Lucchini di Piombino. «L’incontro di ieri tra sindacati, istituzioni locali e governo ha segnato un evidente cambio di passo e di clima – dichiarano deputati Pd Silvia Velo e Andrea Manciulli, entrambi con natali nella nostra Regione – Si stringe sull’accordo di programma che è il primo passo per garantire un futuro alle acciaierie piombinesi, nel segno della riconversione produttiva improntata all’innovazione e alla sostenibilità».

E in prima fila si trova anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, che si spende da tempo per tenere a freno l’emergenza delle acciaierie piombinesi. «In due settimane siamo riusciti a fare una svolta. Ora c’ è un progetto concreto e fattibile per il futuro e una speranza per il presente», scrive Rossi sulla sua pagina Facebook. «Le novità più importanti – continua – sono queste: c’è un progetto, condiviso, di conversione ecologica e rilancio del polo siderurgico che verrà sostenuto con un importante intervento pubblico della Regione e del Governo. La chiusura dell’altoforno viene rinviata fino a quando le risorse pubbliche non saranno espressamente impegnate in un accordo di programma e finché non sarà trovato un imprenditore che intende intervenire».

Il commissario straordinario del gruppo Lucchini, Piero Nardi, ripete però da tempo che nonostante le richieste dei lavoratori le risorse per tenere aperto l’altoforno non ci sono. Partner industriali all’orizzonte, che si siano concretamente fatti avanti, neanche. Oltre ai progetti e agli impegni politici in merito al destino dell’altoforno, dunque, quel che serve adesso è concretezza: tradotto, accordi formali e risorse economiche. Che ancora non si vedono. «Dovremo ancora lavorare molto. Ma io ho fiducia che ce la faremo», chiosa Rossi. Confidiamo che abbia ragione.