L’Ue ha istituito il consorzio di ricerca Eric LifeWatch

[22 marzo 2017]

Ha preso vita l’infrastruttura europea di e-scienza e tecnologia per la ricerca sulla biodiversità e gli ecosistemi – il Consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca denominato Eric LifeWatch.

Su richiesta del Belgio, Grecia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Slovenia la Commissione – con decisione di esecuzione, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi –  l’ha istituita.

L’Eric LifeWatch ha forma di consorzio, ha sede legale a Siviglia, in Spagna e ha una durata indeterminata. La sua principale funzione è quella di costituire e gestire l’infrastruttura e i sistemi di informazione necessari per mobilitare e integrare i dati e gli algoritmi per la ricerca sulla biodiversità e gli ecosistemi. In tal modo cerca di migliorare la comprensione, i collegamenti e le sinergie con altri problemi della società quali l’adeguamento ai cambiamenti climatici e la mitigazione degli stessi, e fornire capacità analitiche.

L’Eric LifeWatch, infatti, cerca di garantire l’erogazione di servizi per il reperimento, l’analisi, la modellizzazione e la visualizzazione dei dati. Fornisce un supporto per gli utenti in sito o via web e un ambienti digitali per la cooperazione e sperimentazione scientifiche.

Inoltre offre un sostegno alle strutture nazionali e internazionali e una collaborazione con le stesse sulla base di accordi sul livello dei servizi in materia di mobilitazione e condivisione dei dati, capacità computazionale e sviluppo di nuove capacità infrastrutturali ( inclusa una possibile figura di intermediario che coordina i requisiti e i piani di erogazione dei servizi tra le strutture, le istituzioni e le organizzazioni nazionali e internazionali, qualora esse ne facciano richiesta).

Cerca anche di promuovere nuove opportunità di sviluppo scientifico su larga scala; una cattura più rapida dei dati grazie alle nuove tecnologie; il sostegno a un processo decisionale basato sulle conoscenze per la gestione della biodiversità e degli ecosistemi; e sostiene i programmi di formazione. Allo stesso tempo mantiene una capacità per il potenziamento dell’infrastruttura di ricerca, l’innovazione e la valorizzazione delle conoscenze e della tecnologia e lo sviluppo di nuove capacità di analisi.

È lo stesso trattato europeo che dà la possibilità all’Ue di creare imprese comuni o qualsiasi altra struttura necessaria alla migliore esecuzione dei programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione comunitari. Ed è il regolamento del 2009 che definisce il quadro giuridico comunitario applicabile ad un consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (Eric).

Data la stretta collaborazione tra gli Stati membri e l‘Ue in materia di programmazione e di attuazione complementare delle rispettive attività di ricerca, spetta agli Stati membri interessati, da soli o insieme ad altri soggetti qualificati, definire le loro necessità in materia di creazione di Eric sulla base delle loro attività di ricerca e sviluppo tecnologico e delle esigenze della Ue. Per le stesse ragioni gli Stati possono diventare membri di un Eric, con l’eventuale partecipazione di paesi associati al programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico e di paesi terzi ed organizzazioni intergovernative specializzate. Oltre alla piena adesione in qualità di membri, gli Stati possono anche diventare osservatori di un Eric alle condizioni indicate nel suo statuto.

Così per la creazione i soggetti dovranno presentare una domanda alla Commissione la quale la in funzione dei requisiti prescritti dal regolamento. In sede di valutazione essa deve ottenere il parere di esperti indipendenti, in particolare nel settore di attività previsto per l’Eric. Il risultato di tale valutazione è comunicato ai richiedenti i quali, se necessario, sono invitati a completare o modificare la domanda.

E. S.