L’Ue teme stop gas dalla Russia: nuova strategia per sicurezza energetica

[28 maggio 2014]

La Commissione europea di José Manuel Barroso è agli sgoccioli ma assicura che «reagisce all’attuale situazione geopolitica e alla dipendenza dell’Ue dalle importazioni, sostenendo una nuova strategia europea in materia di sicurezza energetica» e ribadisce che «la diversificazione delle forniture esterne di energia, il potenziamento delle infrastrutture energetiche, la realizzazione di un mercato interno dell’Ue per l’energia e il risparmio energetico sono tra i suoi principali elementi». La strategia approvata oggi sottolinea anche «la necessità di coordinare le decisioni di politica energetica e l’importanza di agire all’unisono nei negoziati con i partner esterni e si basa sui progressi già compiuti dopo la crisi del gas del 2009».

La catastrofica gestione della crisi ucraina da parte dell’Ue ha suscitato preoccupazioni in tutta l’Unione europea per quanto riguarda la garanzia della continuità dei flussi di energia  e per stabilità dei prezzi. Nel  Consiglio europeo del marzo 2014, la Commissione si è impegnata a effettuare uno studio approfondito sulla sicurezza energetica europea e a presentare un piano completo su come ridurre la dipendenza energetica dell’Ue. Le conclusioni e le proposte verranno discusse in occasione del Consiglio europeo del 26-27 giugno.

La Commissione ricorda che «da un lato, la domanda mondiale di energia è in crescita e dovrebbe aumentare del 27% entro il 2030. D’altro lato, la produzione interna di energia dell’Ue è diminuita di quasi un quinto tra il 1995 e il 2012. Oggi più del 50% del fabbisogno energetico dell’Ue è coperto da fornitori esterni: nel 2012 quasi il 90% del petrolio, il 66% del gas e il 42% dei combustibili solido consumati nell’Ue erano importati, con costi superiori a 1 miliardo di euro al giorno».

Il presidente della Commissione europea Barroso ha detto: «Dopo la crisi del gas del 2009 l’Ue ha già fatto molto per aumentare la sicurezza delle forniture energetiche, ma rimane ancora vulnerabile. Le tensioni in Ucraina hanno portato di nuovo alla ribalta questo problema. Alla luce di una dipendenza generale da un’importazione di energia superiore al 50%, è necessario compiere ulteriori progressi. La Commissione ha presentato oggi una strategia globale che sarà discussa dai leader dell’Ue nel mese di giugno. Conto sul loro forte sostegno, poiché una maggiore sicurezza energetica è nel nostro interesse. Sulla sicurezza energetica l’Europa deve parlare e agire all’unisono».

Per garantire la continuità delle forniture durante l’inverno, la Commissione propone stress test che dovrebbero essere condotti a livello regionale o dell’Ue, simulando un’interruzione della fornitura di gas, con lo scopo di «Verificare come il sistema energetico possa affrontare i rischi legati alla sicurezza delle forniture e, su questa base, sviluppare piani di emergenza e creare meccanismi di riserva. Tali meccanismi potrebbero prevedere di aumentare le riserve di gas, diminuendo la domanda di gas attraverso il passaggio ad altri combustibili (in particolare per il riscaldamento), di sviluppare infrastrutture di emergenza, ad esempio completando le opportunità di flusso inverso e raggruppando le diverse riserve energetiche di sicurezza esistenti».

Per affrontare le sfide a medio e lungo termine in materia di sicurezza delle forniture, la Commissione propone azioni in cinque settori chiave:

Completare il mercato interno dell’energia e realizzare i collegamenti infrastrutturali mancanti è fondamentale per reagire rapidamente a eventuali interruzioni delle forniture, dirigendo i flussi di energia in tutta l’UE, se e quando necessario. La Commissione ha individuato 33 progetti infrastrutturali che sono fondamentali per la sicurezza energetica dell’UE. Oltre a ciò, la Commissione propone di estendere l’obiettivo relativo all’interconnessione della capacità elettrica installata al 15% entro il 2030, tenendo conto anche dell’aspetto dei costi e dei potenziali scambi commerciali nelle regioni coinvolte. (Gli Stati membri si sono già impegnati a garantire l’interconnettività del 10% entro il 2020).

Diversificare i paesi e le rotte di fornitura. Nel 2013, il 39% delle importazioni di gas in volume dell’UE proveniva dalla Russia, il 33% dalla Norvegia e il 22% dai paesi dell’Africa settentrionale (Algeria, Libia). L’UE manterrà i propri rapporti con i partner affidabili, ma promuoverà anche i legami con nuovi paesi partner e nuove rotte di fornitura, ad esempio nella regione del bacino del Caspio, sviluppando ulteriormente il corridoio meridionale del gas, sviluppando l’hub gasiero mediterraneo e aumentando le forniture di GNL. Rafforzare i meccanismi di solidarietà e di emergenza e proteggere le infrastrutture critiche. A questo proposito, la Commissione rivedrà, ad esempio, le disposizioni e l’applicazione del regolamento sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas.

Aumentare la produzione locale di energia: ciò comprende l’ulteriore sviluppo delle energie rinnovabili e la produzione sostenibile di combustibili fossili.

Migliorare il coordinamento delle politiche nazionali dell’energia ed esprimersi all’unisono nella politica esterna in materia di energia. La Commissione intende essere coinvolta già ad uno stadio iniziale nei previsti accordi intergovernativi con i paesi terzi che potrebbero avere un impatto potenziale sulla sicurezza delle forniture. La Commissione garantirà inoltre che tutti questi accordi e tutti i progetti infrastrutturali sul territorio dell’UE rispettino pienamente la pertinente legislazione Ue.

Continuare a sviluppare le tecnologie energetiche. Migliorare l’efficienza energetica. Dato che gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e di un terzo dell’utilizzo di gas naturale, questo settore svolge un ruolo cruciale.

Il commissario Ue all’Energia, Günther Oettinger, ha concluso: «Vogliamo partenariati forti e stabili con importanti fornitori, ma dobbiamo evitare di cadere vittima di ricatti politici e commerciali. L’UE e i suoi Stati membri devono impegnarsi su molti fronti: collettivamente dobbiamo potenziare la solidarietà nei confronti degli Stati membri più vulnerabili. Dobbiamo inoltre completare il mercato interno dell’energia, migliorare le nostre infrastrutture, diventare più efficienti sotto il profilo energetico e sfruttare meglio le nostre risorse energetiche. Dobbiamo inoltre accelerare la diversificazione dei fornitori di energia esterni, soprattutto per quanto riguarda il gas. Serviranno solo azioni concrete».

L’analisi approfondita della sicurezza energetica europea e la comunicazione “Strategia europea di sicurezza energetica” sono consultabili sul sito internet della Commissione europea: http://ec.europa.eu/energy/security_of_supply_en.htm