Al via la consultazione pubblica

L’Ue vuole estendere l’indicazione geografica protetta ai prodotti non agricoli

Non solo cibo, ma anche ceramica, marmo, posateria, calzature, tappezzeria, strumenti musicali...

[15 luglio 2014]

Oggi la Commissione europea ha avviato una consultazione sul Libro verde riguardante una possibile estensione della protezione delle indicazioni geografiche (Ig) ai prodotti non agricoli e spiega che «Nell’odierno mondo globalizzato i consumatori cercano di identificare i prodotti autentici ed originali e auspicano che la qualità e le caratteristiche specifiche pubblicizzate corrispondano effettivamente alla realtà».

La prima parte del Libro Verde comprende domande sugli attuali mezzi di protezione a livello nazionale e dell’Ue e sui potenziali vantaggi economici, sociali e culturali che potrebbero derivare da una migliore protezione delle Ig nell’Ue. La seconda parte contiene domande più tecniche volte a raccogliere i pareri delle parti interessate sulle possibili opzioni per la protezione delle Ig a livello dell’Ue per i prodotti non agricoli. I possibili obiettivi di eventuali nuove misure variano dal soddisfare i requisiti minimi in materia di protezione delle IG stabiliti dall’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio e al fornire ulteriori criteri di protezione come quelli inclusi nella legislazione dell’Ue sulle Ig agricole.

Un’indicazione geografica identifica come originari di un paese, di una regione o di una località i prodotti per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica: il mirto di Sardegna, il vetro di Murano, il prosciutto di Parma costituiscono un esempio tra tanti. I prodotti agricoli (ad es. formaggi, vini, carni, frutta e verdura) di una specifica origine geografica che presentano determinate caratteristiche o sono prodotti secondo metodi tradizionali possono beneficiare di una protezione a livello europeo della IG (ad esempio il formaggio parmigiano). Tuttavia i prodotti non agricoli (ad esempio la ceramica, il marmo, la posateria, le calzature, la tappezzeria, gli strumenti musicali) non godono attualmente di una protezione unitaria della Ig a livello Ue, ma solo di una protezione derivante da leggi nazionali.

Il commissario europeo al mercato interno ed ai servizi, Michel Barnier, ha detto che «L’Unione europea è ricca di prodotti basati su conoscenze e metodi di produzione tradizionali, che sono spesso radicati nel patrimonio culturale e sociale di particolari aree geografiche, dal marmo di Carrara al cristallo di Boemia ai tartan scozzesi e all’arazzo tipo Aubusson. Questi prodotti non solo fanno parte delle conoscenze e competenze dell’Europa, ma hanno anche un notevole potenziale economico, che probabilmente non stiamo sfruttando appieno. L’estensione della protezione Ue delle Ig a tali prodotti potrebbe apportare notevoli benefici per le piccole e medie imprese e le regioni europee. In questo modo si potrebbe contribuire a preservare il nostro patrimonio unico e diverso, apportando nel contempo un contributo significativo all’occupazione e alla crescita in Europa».

La Commissione aveva già sollevato la questione nella sua comunicazione del 2011 “Un mercato unico dei diritti di proprietà intellettuale” e ha proposto un’analisi approfondita dell’attuale quadro giuridico per la protezione delle Ig di prodotti non agricoli negli Stati membri e delle sue implicazioni per il mercato unico.

Nel 2012 è stato commissionato uno studio esterno sulla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli nel mercato interno. I suoi risultati, pubblicati nel marzo 2013, mostrano che gli strumenti giuridici attualmente a disposizione dei produttori a livello nazionale ed europeo sono insufficienti. La Commissione ha inoltre organizzato un’audizione pubblica il 22 aprile 2013 per discutere dei risultati dello studio e fornire una piattaforma per un’ampia discussione sulla necessità di una protezione più efficace delle Ig per i prodotti non agricoli a livello dell’Ue.

Ora produttori, autorità locali e produttori e distributori alle autorità sono invitati a inviare osservazioni e suggerimenti entro il 28 ottobre 2014. La Commissione pubblicherà i risultati della consultazione e ne terrà conto nel valutare l’opportunità di adottare ulteriori misure a livello dell’Ue.