L’uragano dimenticato della Somalia: almeno 100 morti e centinaia di scomparsi

[12 novembre 2013]

L’immane disastro del supertifone filippino ha fatto completamente sparire da giornali quello che nelle stesse ora accadeva in un Paese dimenticato: la Somalia, o meglio nelle regioni costiere di quello che oggi si chiama Puntland, uno Stato autonomo non riconosciuto dalla comunità internazionale e dal quale partono molti dei raid dei pirati somali ed il traffico di migranti e carne umana verso l’Asia e l’Europa.

Il 9 e 10 novembre le regioni costiere del nord-est del Puntland sono state colpite da una fortissima tempesta, o meglio da un uragano, che ha fatto almeno 100 vittime, mentre sono centinaia i dispersi in un Paese che non sa nemmeno quanti e quali siano in realtà i sui abitanti.

Secondo le autorità del Puntland  la tempesta d si è abbattuta sulle coste sabato mattina lasciando lungo il d suo cammino una scia di morte e distruzione.

L’amministrazione del Puntland spiega che «Le informazioni raccolte presso delle zone costiere attraverso un contatto telefonico irregolare nel corso delle ultime 48 ore, indicano che fino a 100 persone potrebbero essere state uccise, mentre centinaia di altre persone sono ancora ritenute scomparse».

La tempesta ha devastato una «Vasta zona costiera del Puntland», i più colpiti sono i distretti di Eyl, Beyla, Dangorayo ed Hafun, nella regione di Garduush, lungo la costa orientale, e in quello di Alula, sulla punta del Corno d’Africa, nel nord-est del Puntland.

Le autorità di questo che  è uno dei tre Stati autonomi in cui si è frantumata la Somalia (c’è anche il Somaliland) e quel che rimane della Somalia con capitale Mogadiscio, hanno dichiarato lo stato di emergenza per catastrofe ed hanno chiesto aiuti internazionali. Ma le grida di aiuto che arrivano da uno stato non riconosciuto rischiano di non essere sentite, sovrastate dall’immenso urlo di dolore e disperazione che viene dal fango della devastazione delle Filippine.

La tragedia somala è stata praticamente ignorata dai media internazionali e il Puntland sta cercando di mettere in piedi il Comitato di gestione delle catastrofi e di salvataggio per organizzare e coordinare i soccorsi in comunità poverissime ma finora risparmiate dal caos tribale e delle milizie islamiste dello Stato fantasma della Somalia .

La situazione sembra comunque drammatica le autorità locali dicono che «Le informazioni provvisorie indicano anche che delle case, degli edifici, navi e interi villaggi sono stati distrutti e che più di 100.00 capi di bestiame sono andati perduti, mettendo in pericolo la sussistenza di decine di migliaia di abitanti locali».

Il governo autonomo del Puntland  dice che sta organizzando i soccorsi e che localmente si stanno approntando ripari di fortuna nei villaggi dell’interno  per ospitare gli sfollati dalle aree colpita dall’uragano.

Probabilmente, in un’area dove è difficile l’accesso anche ai convogli umanitari,  non resta che la solidarietà tra poveri, è stato chiesto a chi vive nel Puntland di inviare doni e rifornimenti di emergenza per aiutare le persone colpite.